“Perché il ministro Bussetti visita una scuola privata invece di una pubblica?”

Nel giorno dello sciopero globale degli studenti il Ministro della Pubblica Istruzione decide di venire a Forlì per sostenere la candidatura dei Zattini alle amministrative del prossimo maggio. Fin qui non ci sarebbe nulla di male o di scandaloso essendo lui un esponente della Lega, il fatto grave è che in veste di Ministro alla Pubblica Istruzione abbia deciso di visitare un’unica scuola e non una scuola qualunque, ma un istituto privato.

Visita a Forlì del ministro Marco Bussetti

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Possibile: “Perché il ministro Bussetti visita una scuola privata invece di una pubblica?”

 

Possibile

«Nel giorno dello sciopero globale degli studenti il Ministro della Pubblica Istruzione decide di venire a Forlì per sostenere la candidatura dei Zattini alle amministrative del prossimo maggio. Fin qui non ci sarebbe nulla di male o di scandaloso essendo lui un esponente della Lega, il fatto grave è che in veste di Ministro alla Pubblica Istruzione abbia deciso di visitare un’unica scuola e non una scuola qualunque, ma un istituto privato.

Questa scelta vale, a nostro parere, più di mille parole: la scuola è innanzitutto pubblica e verso la scuola pubblica dovrebbero essere riversate tutte le energie di un Ministro della Repubblica e sempre verso la scuola pubblica dovrebbero essere investiti tutti i soldi delle tasse dei cittadini e delle cittadine.

Una simile scelta ci preoccupa anche in vista delle future amministrative: cosa farebbe Zattini in qualità di sindaco per quel che riguarda l’istruzione? Che risposte darebbe a quelle famiglie che hanno scelto nidi e scuole d’infanzia pubblici e/o comunali? Intende elargire maggiori risorse alle scuole private (escluse le paritarie comunali) rispetto a tutte quelle gestite dalle Istituzioni pubbliche? Come Possibile a livello nazionale e locale ci battiamo per un’istruzione gratuita, anzi pagata con le tasse dei cittadini, per un’istruzione sempre più efficiente. A livello locale cercheremo di far sentire la nostra voce perché il servizio dei nidi e delle scuole d’infanzia sia ancora più accessibile economicamente e soprattutto con maggiore progressività nelle rette e ancora più diffuso.

Riteniamo infatti che anche la fascia 0-6 faccia parte di un percorso educativo fondamentale nello sviluppo e nella crescita delle nuove generazioni, cosa di cui sono pienamente consapevoli coloro che quotidianamente lavorano a questo percorso nelle scuole d’infanzia e nei nidi comunali».

Elisa Fiorini e Cecilia Alagna di Possibile Forlì-Cesena

§ https://www.4live.it/2019/03/possibile-perche-il-ministro-bussetti-visita-una-scuola-privata-invece-di-una-pubblica/

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Istituti paritari e statali, per Bussetti sono uguali: è sempre scuola

Si riferiva anche alle supplenze? Presto lo capiremo

Le parole del ministro potrebbero far pensare ad un’apertura del Governo alla proposta formulata ventiquattr’ore fa da Forza Italia, attraverso una mozione al Senato, perché venga considerato il servizio svolto nel primo ciclo delle scuole paritarie alla stregua di quello effettuato negli istituti pubblici statali, a partire da quello svolto dai maestri con diploma magistrale. Il nesso tra le due cose, però, è da verificare.

Nei prossimi giorni, comunque, a seconda del destino della mozione forzista, qualora dovesse essere accolta anche dalle forze maggioritarie in Parlamento, capiremo se il riferimento alla parità di considerazione degli istituti paritari rispetto ai pubblici vale, nelle intenzioni del ministro dell’Istruzione, anche per il servizio svolto dai docenti.

L’annosa polemica….

Di sicuro, comunque, le parole di Bussetti sulla parità sostanziale degli istituti paritari rispetti a quelli pubblici, andranno a rinfocolare l’annosa polemica sul tema, in particolare sulle sovvenzioni che lo Stato assicura alle scuole non statali.

Soldi che in un periodo di “magra” di risorse per la scuola pubblica, per gli oppositori del principio di uguaglianza dei due sistemi, diventano ancora più difficili da digerire.

Servono docenti stabili

A Forlì il titolare del Miur ha parlato quindi dei precari della scuola, che anche a seguito dei pensionamenti anticipati derivanti da quota 100 il prossimo anno scolastico copriranno oltre 100 mila posti vacanti e disponibili, anche se non è poi voluto entrare nel merito delle soluzioni tecniche da adottare.

“Vogliamo una scuola che abbia insegnanti stabili e avvieremo perciò al più presto le procedure per il loro reclutamento stabile”, ha sottolineato il ministro dell’Istruzione.

Sicurezza: il Governo ha speso sette miliardi, anche per le certificazioni

Bussetti ha quindi parlato di ammodernamento e messa in sicurezza soprattutto antisismica degli istituti scolastici, confermando l’impegno massimo del suo ministero:

“Abbiamo investito tanto – ha detto – Abbiamo messo a disposizione sette miliardi di euro di cui tre miliardi e mezzo che già attraverso la conferenza unificata sono andati alle Regioni che tramite i progetti presentati dai Comuni alle Regioni stesse potranno avere finanziamenti rapidi e veloci potranno verificare non tanto la sicurezza quanto le certificazioni relative alla sicurezza”, ha concluso il ministro.

§ https://www.tecnicadellascuola.it/istituti-paritari-e-statali-per-bussetti-sono-uguali-e-sempre-scuola

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Su Vincenzo Pascuzzi

Vincenzo Pascuzzi: è stato docente precario per quasi venti anni prima del ruolo. Ha insegnato Matematica, Elettrotecnica, Fisica in vari licei, istituti tecnici e professionali di Roma. Segue le vicende dei precari e della scuola. Interviene con note e articoli su vari siti, blog, ml. Partecipa al gruppo Iuas (Insiemeunaltrascuola) e al gruppo facebook Invalsicomio.

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