Scaduto il termine del 31 marzo entro il quale il Governo avrebbe dovuto adottare il nuovo regolamento del concorso. Potrebbe forse cambiare qualche regola ma i contenuti non subiranno certamente modifiche. Per il momento, però, nulla fa concretamente pensare ad un rinvio “sine die” del concorso…

Qual è il motivo per cui il regolamento del prossimo bando di concorso per dirigente scolastico tarda ad essere emanato? Come mai i tempi per la pubblicazione del bando di questo concorso sembrano essersi dilatati oltre modo? Domande che si pongono migliaia e migliaia di docenti, che aspirerebbero a diventare  in un prossimo futuro dirigenti scolastici.
Forse qualcosa, legato anche al ddl scuola, sta bollendo in pentola  per quanto riguarda il futuro del ruolo di dirigente scolastico? Il sospetto in ambienti sindacali esiste ed è forte, e andrebbe  a fare il paio con alcune dichiarazioni, solo all’apparenza strampalate, del ministro all’Istruzione Stefania Giannini.
Infatti il responsabile del Miur, il 2 aprile scorso, mentre era  ospite di Repubblica Tv, ha dichiarato che i nuovi dirigenti scolastici saranno come dei presidi-rettori che si mettono al servizio della scuola con strumenti e poteri che gli permettono di prendere decisioni. Ed è previsto, continuava la dichiarazione di Stefania Giannini, che dopo alcuni anni torni a fare l’insegnante, come nel resto d’Europa.

A queste dichiarazioni risponde, con chiarezza e in modo da comprendere cosa sta accadendo, il responsabile dei DS della Flc Cgil Gianni Carlini.

Carlini sostiene, cautamente ma anche intelligentemente, che il rallentamento del nuovo bando di concorso pubblico per dirigenti scolastici e il contenuto delle deleghe previste dal DdL, fanno pensare che l’obiettivo del ministro Giannini sia quello di cancellare una dirigenza scolastica selezionata per merito per sostituirla con incarichi temporanei e revocabili da parte del Ministero. Tutto ciò per realizzare un nuovo modello di governo “populista” della scuola che mette al centro chi governa che sceglie i “presidi” i quali scelgono gli “insegnanti” e rendono conto ai genitori.
Se i genitori saranno scontenti della loro scuola i “decisori politici” cambieranno i “presidi”.  Il pensiero di Carlini è condiviso anche da altri sindacati e dà senso a quelle dichiarazioni del ministro Giannini, che parlava di presidi-rettori a tempo determinato che torneranno all’insegnamento.
Adesso serve capire dal ministro dell’Istruzione se le cose stanno realmente così e se l’intenzione di fare il “preside-volante” è il motivo del ritardo del bando del concorso a DS e se questa mutazione genetica dei Ds è prevista nelle maglie delle deleghe dell’attuale DdL scuola

Lucio Ficara da Latecnicadellascuola