Il problema vero, secondo me, non è tanto la necessità di schematizzare e fare la sintesi dei contro, quanto la povertà, direi anche la monotonia dei pro. Ribalterei pertanto la logica e proverei a sintetizzare gli argomenti dei sostenitori dei test invalsi, che certamente sono meno numerosi.

 

 

 

 

 

 

 

Perché sciopero contro i test Invalsi”

Vedere intervista e commenti su “Blog Scuola – Per chi suona la campanella” di Cristina Lacava. Questo il link:

http://blog.iodonna.it/scuola/2013/04/23/perche-sciopero-contro-i-test-invalsi/

 

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Il commento di Cosimo De Nitto – 25 aprile 2013

La disamina che faccio dal mio punto di vista è questa. Le contestazioni dei test invalsi sono talmente numerose, di diversi approcci, argomentazioni che quelle riportate nei commenti sono solo una piccolissima parte. La letteratura italiana e straniera di specialisti e insegnanti, esperti a vario titolo dei problemi della formazione e dell’istruzione ha ormai bisogno di studi seri e lunghi per essere sistemata.

Il problema vero, secondo me, non è tanto la necessità di schematizzare e fare la sintesi dei contro, quanto la povertà, direi anche la monotonia dei pro. Ribalterei pertanto la logica e proverei a sintetizzare gli argomenti dei sostenitori dei test invalsi, che certamente sono meno numerosi.

Mi fermerei qui, perché sono queste le argomentazioni che si sentono ripetere come un mantra dai sostenitori delle prove INVALSI.

Qualche rapido argomento sui vari falsi1) Gli insegnanti che sono contrari ai test invalsi sono contrari alla valutazione: falso.

 

1) Gli insegnanti che sono contrari ai test invalsi sono contrari alla valutazione: falso.
2) Gli insegnanti che sono contrari ai test non vogliono farsi valutare: falso.
3) Gli insegnanti che sono contrari ai test non vogliono la valutazione di sistema: falso.
4) Gli insegnanti che sono contrari ai test sono contrari pregiudizialmente all’uso delle prove oggettive, ivi comprese quelle che si strutturano in questionari: falso.
5) Gli insegnanti che sono contrari ai test non vogliono strumenti di confronto e arricchimento delle proprie capacità professionali: falso.

 

1° falso. Se ci fosse un insegnante contrario alla valutazione dovrebbe essere legato e gentilmente bisognerebbe dirgli che ha sbagliato mestiere. L’insegnante è pagato per insegnare e valutare, per insegnare valutando e per valutare insegnando.

2° falso. La valutazione degli insegnanti non è il prodotto automatico e meccanico della valutazione degli apprendimenti degli alunni. Solo uno che non capisce niente di scuola può arrivare alla conclusione che se gli alunni sono bravi, è bravo l’insegnante, se non lo sono è perché l’insegnante è un asino. Uno strumento come il test che servirebbe (uso il condizionale) a registrare/misurare una specifica e unica performance degli alunni, non solo è assolutamente inadeguato a valutare complessivamente gli studenti, ma è assurdo ritenere che possa per deduzione valutare gli insegnanti.

3° falso. La valutazione di sistema degli organismi internazionali si basa su test a campione e volontari. L’INVALSI, contrariamente agli standard internazionali, pretende di basare i test su base censuaria e obbligatori. I test sulle competenze di base servono solo come termometro per indicare lo stato di “salute” dei sistemi scolastici rispetto soltanto a due competenze di base, lingua e matematica, non sono la medicina non la cura, o un’indicazione di riforma, né tanto meno possono essere usati come strumento di base per valutare gli insegnanti e/o le scuole. Infine gli organismi internazionali non dipendono dai governi, hanno lo stato di terzietà, esattamente l’opposto dell’INVALSI.

4° falso. Gli insegnanti normalmente per le rilevazioni sistematiche dello stato di preparazione degli alunni ricorrono a diversi strumenti che si distinguono per tasso di oggettività, fermo restando che totalmente “oggettivi” non ne esistono, nemmeno i test. Tra quelli a più alto tasso di oggettività ci sono le prove basate su questionari specifici i cui risultati, messi insieme a tutti gli altri, concorrono a formarsi l’idea di come procedono i processi di apprendimento e maturazione degli alunni.

5° falso. Gli insegnanti che rifiutassero strumenti, occasioni, possibilità con cui arricchire il proprio bagaglio professionale, o di poter avere più informazioni per capire di più e quindi valutare meglio i propri studenti, sarebbero dei masochisti. Insegnanti così deboli professionalmente, dato anche l’elevato tasso di esperienza e di anzianità (loro malgrado) degli insegnanti italiani, sicuramente, e in generale, non ci sono.

 

http://blog.iodonna.it/scuola/2013/04/23/perche-sciopero-contro-i-test-invalsi/