Pettine -coda: a quanto pare è scontro aperto tra la Cisl scuola e l’Anief…


 

I silenzi del TAR Lazio rappresentati anche a Napolitano



Un ritardo incomprensibile e intollerabile, che prolunga ulteriormente lo stato di “incertezza del diritto” per le attuali “graduatorie ad esaurimento” la cui compilazione deve ritenersi tuttora provvisoria, essendo in parte avvenuta in esecuzione di provvedimenti di natura cautelare: si tratta di provvedimenti che il TAR Lazio ha disposto in attesa di pronunciarsi con una sentenza di merito sul contenzioso di cui era stato investito e su cui aveva sollevato una questione di legittimità costituzionale.

La sentenza della Corte Costituzionale è stata depositata lo scorso 9 febbraio e la 3ª sezione del TAR Lazio si è riunita in camera di consiglio il 3 marzo: da allora è silenzio assoluto.

Su questa situazione di incertezza, che non ha più ragion d’essere e contribuisce a dare continuità ad un interminabile contenzioso, la CISL Scuola è più volte intervenuta: da ultimo, ha ritenuto opportuno porre la questione all’attenzione del Capo dello Stato, con una lettera in cui si sottolinea la necessità di garantire la certezza dell’azione giurisdizionale e conseguentemente la regolarità dell’azione dell’amministrazione scolastica.

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DA ANIEF

Scuola: quando i sindacalisti dovrebbero dimettersi

Per evitare di compromettere il prestigio delle istituzioni che rappresentano, prima che il delirio ne offuschi le capacità di tutelare gli interessi dei lavoratori. La questione pettine-coda è chiusa. Anief ora tiene banco nei tribunali sulla stabilizzazione dei precari e contro il blocco del contratto.

E’ capitato anche noi di scrivere, spesso, al Presidente della Repubblica, anche recentemente, per chiedere che non fosse firmato il decreto legge (sullo sviluppo economico) del Governo che vorrebbe inutilmente arrestare l’effetto delle numerose sentenze dei tribunali italiani in merito alla stabilizzazione dei docenti e Ata italiani, da anni impegnati con contratti irregolari a tempo determinato. Eppure, in due anni di contenzioso con l’Amministrazione avverso il decreto di aggiornamento delle graduatorie, pur in presenza di sentenze di primo e secondo grado, ordinanze cautelari e commissariali, pronunce della Consulta, mai ci siamo sognati di chiedere al presidente Napolitano di intervenire per rimuovere un ministro della Repubblica o i Segretari dei Sindacati che istigavano il MIUR alla violazione della giurisprudenza. Men che mai ci sogniamo di chiedere allo stesso Presidente di intervenire – non si sa a che titolo e in quale sede – per annullare le immissioni fatte fino ad oggi da graduatorie illegittime, essendo la questione pettine-coda pacificamente chiusa: ciò non fosse altro perché siamo coscienti che non sarebbe stato possibile nel nostro ordinamento richiedere un suo intervento, né auspicabile essendo l’aula del tribunale il luogo in cui si celebra un processo.

Consigliamo a questi sindacalisti, evidentemente, ormai cotti dal sole estivo di prendersi una vacanza o di dare spazio ai giovani; in caso contrario, se volessero rimanere a rappresentare gli interessi dei lavoratori, almeno si ravvedessero così potremmo scrivere insieme una nuova lettera al Presidente della Repubblica per esortarlo a non firmare il prossimo decreto legge (finanza economica) del Governo che potrebbe prorogare il blocco degli scatti da uno ad altri tre anni, e a disconoscere la firma apposta all’ipotesi di un nuovo accordo quadro (intesa del 4 febbraio 2011) che vorrebbe nelle intenzioni di qualche ministro eliminare definitivamente gli automatismi di carriera per un milione di dipendenti pubblici.

Anief già sta ricorrendo in tribunale per la stabilizzazione dei precari e contro l’attuale blocco dei contratti e degli stipendi; sarebbe ridicolo leggere fra qualche anno un articolo di giornale in cui un sindacalista esorti il Presidente della Repubblica a intervenire nei processi in corso contro i diritti rivendicati dai lavoratori. Ma questa, forse, è una storia già vista …

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Petulanti detrattori

Mer, 29/06/2011 – 20:24

Il sole c’è chi lo regge e chi no. E’ pacifico che chi ha scritto l’ultima nota con cui l’ANIEF ci prende di mira non lo regge. Solo così si possono spiegare le parole in libertà di chi divaga su tutto, mantenendosi a debita distanza dalla questione vera, ancora una volta elusa, ignorata, rimossa.

A questi disinteressati cultori del diritto, e dei processi, va benissimo che un tribunale, chiamato a dirimere un contenzioso, eviti di pronunciarsi, quando avrebbe ormai tutti gli elementi per farlo. Non hanno nulla da obiettare sul fatto che il TAR Lazio non dica quella parola definitiva in attesa della quale ha disposto i suoi provvedimenti, che non a caso si definiscono “di natura cautelare”. A questi signori, che si autoproclamano rappresentanti dei lavoratori, tutto ciò sembra normale. A noi no.

Non ci sembra normale e soprattutto non ci sembra giusto per tante persone che hanno il diritto di sapere se le loro graduatorie sono o non sono validamente costituite. Chi fa il sindacalista e punta a tutelare un interesse generale, di questo si preoccupa. E’ comprensibile che chi fa un altro mestiere, curando solo gli interessi dei propri clienti, abbia difficoltà ad assumere una logica diversa da quella tipica di uno studio legale; evitino almeno, questi petulanti detrattori, di avventurarsi nella mission impossible di dare lezioni al prossimo.