Piccolo prestito Inps, come ottenerlo

Il piccolo prestito dell’ex Inpdap, che per effetto del decreto legge n. 201 del 6 dicembre 2011, poi convertito con modifiche nella legge n. 214 del 27 dicembre 2011, dal 1° gennaio 2012 è confluito in Inps, è uno degli strumenti a disposizione di tanti dipendenti pubblici per avere disponibilità immediata e poter sostenere delle spese, in base a quanto disponibile in bilancio…(da Professione insegnante)

 

Le domande vanno presentate redatte sui modelli predisposti dall’Istituto, al competente Ufficio provinciale o territoriale dell’Inps Gestione Dipendenti Pubblici, per il tramite dell’Amministrazione di appartenenza, se il richiedente è in servizio, o direttamente se pensionato.

Per ottenere il prestito non è necessaria la presentazione di alcuna documentazione di spesa, né spiegare le motivazioni o un certificato medico, unico requisito necessario è l’iscrizione alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali.

Il rimborso dei prestiti può essere fatto in 12, 24, 36 o 48 rate.

Gli importi di Piccolo prestito che è possibile richiedere sono:

  • per i prestiti annuali un importo pari ad una mensilità media netta di stipendio o di pensione rimborsabile in 12 rate mensili, aumentabile fino a due mensilità nel caso che non si abbiano altre trattenute in corso per cessioni del quinto e fermo restando, per i pensionati, il limite del quinto cedibile;
  • per i prestiti biennali un importo pari a due mensilità medie nette di stipendio o di pensione rimborsabile in 24 rate mensili, aumentabile fino a quattro mensilità nel caso che non si abbiano altre trattenute in corso per cessioni del quinto e fermo restando il limite del quinto cedibile;
  • per i prestiti triennali un importo pari a tre mensilità medie nette di stipendio o di pensione rimborsabile in 36 rate mensili, aumentabile fino a sei mensilità nel caso in cui non si abbiano altre trattenute in corso per cessioni del quinto dello stipendio, fermo restando, per i pensionati, il limite del quinto cedibile;
  • per i prestiti quadriennaliun importo pari a quattro mensilità medie nette di stipendio o di pensione da restituire in 48 rate mensili, aumentabile fino a otto mensilità nel caso che non si abbiano altre trattenute in corso per cessioni del quinto dello stipendio, fermo restando, per i pensionati, il limite del quinto cedibile.

Sull’importo lordo della prestazione si applicano i seguenti tassi d’interesse:

  • tasso di interesse nominale annuo: 4,25%;
  • spese di amministrazione: 0,50%;
  • premio fondo rischi che varia secondo una tabella specifica.

Nell’ipotesi che il dipendente che ha fatto richiesta abbia in corso di ammortamento un prestito pluriennale diretto o garantito, la somma concessa non potrà essere superiore alla singola mensilità, il biennale le due mensilità, il triennale le tre mensilità, il quadriennale le quattro mensilità.

E’ data possibilità di rinnovo del piccolo prestito purché sia passato il periodo minimo di ammortamento, di 6 mesi per i prestiti annuali, di 12 mesi per i prestiti biennali, di 18 mesi per i prestiti triennali, di 24 mesi per i prestiti quadriennali.

In caso di morte o sopravvenuta invalidità assoluta o permanente del dipendente, avvenuta in servizio e per causa di servizio, non andrà recuperato il debito restante. Nel caso di passaggio ad altra Amministrazione, si comunicheranno i dati del prestito al nuovo ente.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.