Tutti gli insegnanti che stanno vivendo la loro ultima estate da precari possono tirare un sospiro di sollievo: finalmente l’Inps ha dato il via libera al pagamento dell’Aspi (l’ex assegno di disoccupazione) per luglio e agosto a favore dei docenti e degli amministrativi Ata, che dal prossimo 1 settembre saranno a tutti gli effetti assunti a tempo indeterminato. La decisione arrivata «dopo settimane di confusione», scrive la Flc Cgil sul proprio sito, va incontro ai moltissimi precari che diversamente non avrebbero preso un euro durante i mesi estivi e che si erano rivolti in massa a patronati e sportelli previdenziali per il riconoscimento del diritto…

Il paradosso del contratto

La questione sulla quale si è dovuta pronunciare l’Inps era piuttosto ingarbugliata, perché si era di fronte a contratti giuridicamente efficaci, ma che non producevano effetti economici, come di norma avviene. In pratica, moltissimi docenti sono stati immessi in ruolo dal primo settembre 2013, ma con la decorrenza economica rimandata all’inizio dell’anno scolastico 2014-2015. Con il paradosso che i mesi estivi, formalmente coperti da un contratto di lavoro, non davano diritto né a ricevere lo stipendio né a formalizzare lo stato di disoccupazione involontaria, indispensabile per accedere all’Aspi. Con questo chiarimento (messaggio Inps n. 6050 del 15 luglio), sollecitato da tempo anche dalle principali sigle sindacali, è stato precisato che non si può «imputare alla volontà del lavoratore l’inattività e il sostanziale stato di disoccupazione» e che anzi la «retrodatazione degli effetti giuridici non fa venir meno, nel periodo non lavorato, lo stato di disoccupazione».

Assunti e disoccupati

Insomma, si può essere contemporaneamente assunti e disoccupati. Nessun ostacolo, quindi, al pagamento dell’Aspi o della mini Aspi (che prevede requisiti d’accesso ridotti), sia per i docenti e Ata che restano fuori ruolo il prossimo anno scolastico, sia per coloro che hanno avuto il contratto dal primo settembre 2013. In sostanza, l’Inps ha voluto garantire lo stato di disoccupazione involontaria durante i mesi estivi a tutti i precari della scuola in possesso dei requisiti.

I requisiti per l’assegno

Come e quando i prof possono chiedere l’Aspi? Tutti gli insegnanti hanno 60 giorni di tempo dalla fine del contratto (il 30 giugno per la maggior parte di essi) per fare la domanda di assegno; anche in questo caso l’Inps si è fatto carico di risolvere eventuali ritardi nella trasmissione dei dati. Dovrebbe bastare, perciò, rivolgersi a un patronato per l’invio delle ultime buste paga agli uffici territoriali, che salderanno i lavoratori precari. L’indennità decorre dalla scadenza del contratto solo se viene richiesta entro 8 giorni dalla fine di esso, altrimenti parte dal giorno successivo alla presentazione della domanda.

Paolo Romano (da Il corriere della sera)