è ormai diventata una moda della politica italiana fare le leggi con maxiemendamenti e voti di fiducia per poi scoprire dopo qualche anno che erano leggi incostituzionali.

Precarizzazione e indebolimento della classe docente

di Lucio Ficara – 3 settembre 2015

Tra i vari punti di criticità  della legge 107/2015 cosiddetta della Buona Scuola, c’è senz’altro quello sulla titolarità dei docenti. Infatti nel comma 73 dell’art.1 di tale legge è scritto che il personale docente assunto in ruolo nelle fasi B e C del piano straordinario di assunzioni,  è assegnato agli ambiti territoriali a decorrere  dall’anno  scolastico 2016/2017, inoltre per  il comma 108 tale personale docente  partecipa per   l’anno   scolastico   2016/2017   alle operazioni di mobilità su tutti gli ambiti  territoriali  a  livello nazionale,  ai  fini   dell’attribuzione   dell’incarico   triennale.

Tornando alcomma 73 su citato,  anche  il  personale  docente  in  esubero   o   soprannumerario nell’anno scolastico 2016/2017 è  assegnato agli ambiti territoriali.  In buona sostanza dal 2016/2017 ci saranno migliaia e migliaia di docenti che perderanno per sempre la loro titolarità nelle scuole , il loro ruolo sarà regionale, verranno assegnati a degli ambiti territoriali e riceveranno, da parte di qualche dirigente scolastico, un incarico triennale rinnovabile. Questo fenomeno accadrà ogni anno scolastico, in buona sostanza assisteremo al “funerale” della titolarità  nelle scuole di tantissimi docenti.

Questo meccanismo, con il tempo,  porterà tutti i docenti ad essere nominati triennalmente dal dirigente scolastico. Mi sto riferendo al meccanismo della “chiamata diretta” dei docenti, da parte dei dirigenti scolastici, dagli ambiti territoriali. Questa nuova forma di ruolo, di assegnazione ad un ambito territoriale e di incarico triennale, rappresenta il principio della precarizzazione e dell’indebolimento della classe docente.

Con le nuove norme della legge 107 del 13 luglio 2015, la categoria degli insegnanti perde importantissimi diritti acquisiti, ma, soprattutto, perde la libertà d’insegnamento e l’autonomia della propria azione didattica.

Ma una domanda che mi piace porre, quasi a richiamare l’attenzione di una politica sorda e disattenta, è: “il principio della precarizzazione del personale scolastico, dove sempre meno docenti manterranno la titolarità nella scuola e sempre più insegnanti verranno assegnati agli ambiti territoriali, è costituzionalmente corretto?”. Il dubbio che nella questione della mobilità del personale docente la legge sia gravemente lesiva dei diritti acquisiti degli insegnanti e che ignori principi importanti della Costituzione, lo dicono costituzionalisti del calibro di Ferdinando Imposimato e Michele Ainis.

D’altronde è ormai diventata una moda della politica italiana fare le leggi con maxiemendamenti e voti di fiducia per poi scoprire dopo qualche anno che erano leggi incostituzionali. Inoltre è superfluo ricordare che tutte queste leggi con vizi di incostituzionalità , sono state fatte da un “Parlamento” eletto con una legge incostituzionale.

In sostanza l’Italia vive la profonda contraddizione che, un Parlamento eletto sulla base di una legge elettorale (Porcellum) illegittima, approva leggi che poi risultano essere a loro volta illegittime. Quindi bisogna fare attenzione, potrebbe capitare di scoprire che la precarizzazione e l’indebolimento della classe docente è una norma illegittima approvata con una fiducia ottenuta da un Parlamento illegittimo.

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