Mostra immagine a dimensione interaIeri in un’assemblea autoconvocata (la prima dopo anni) che li ha visti riuniti al liceo Cassini hanno più volte ribadito «che la scuola, i suoi costi, ricadranno a breve sulle spalle delle famiglie. Ed è questa l’emergenza sociale che prospettiamo: non più e non solo la cancelleria e la carta igienica, ma anche gli insegnanti, le supplenze e il prescuola laddove è ancora organizzato dai fondi d’istituto, ma anche i corsi di recupero. Rischiamo di non onorare impegni già presi e i contratti sottoscritti»…



Presidi dal prefetto: «È allarme sociale»


EMERGENZA SCUOLE: ASSEMBLEA DEI DIRIGENTI AL CASSINI

di Donata Bonometti

I PRESIDI si rivolgono al prefetto e chiedono di essere convocati «perchè le scuole sono così malridotte da essere ormai un allarme sociale». Il documento che ieri hanno firmato e approvato i capi di 80 istituti scolastici (meno di una decina si è astenuto) ripercorre una crisi profonda che per la prima volta i presidi, che di fatto sono “dirigenti d’azienda”, si trovano ad affrontare. E a denunciare senza mezzi termini.

Ieri in un’assemblea autoconvocata (la prima dopo anni) che li ha visti riuniti al liceo Cassini hanno più volte ribadito «che la scuola, i suoi costi, ricadranno a breve sulle spalle delle famiglie. Ed è questa l’emergenza sociale che prospettiamo: non più e non solo la cancelleria e la carta igienica, ma anche gli insegnanti, le supplenze e il prescuola laddove è ancora organizzato dai fondi d’istituto, ma anche i corsi di recupero. Rischiamo di non onorare impegni già presi e i contratti sottoscritti».

Insomma il funzionamento ordinario, della didattica, ma non solo, è a gambe all’aria. «Siamo delegittimati davanti alle famiglie – esordisce Giacomo Buonopane dirigente di Sestri – Possono pensare che la bancarotta dipenda dalla nostra inettitudine ma ovviamente non è così».

Situazione straordinaria quella in cui vengono a trovarsi i dirigenti scolastici che dalle barricate si tengono mediamente distanti, anche in momenti delicati. Ora davanti alle casse completamente vuote, dopo anni che attendono soldi dal Ministero, angosciati da formulazioni di bilanci che li imprigionano, sfidano anche il Provveditorato che era presente alla riunione della scorsa settimana. Proprio dagli uffici di via Assarotti è partita una circolare a tutte le scuole in cui si rimarca “il carattere sindacale e rivendicativo della riunione… con documenti contro le circolari del ministro”.

«Una circolare del ministro che è contro la natura del bilancio. Ora aspettiamo altre tempeste», si fa sentire Marco Adezati dirigente di Castelletto ed è, a seguire, una sfilza di interventi: «Non rivendicavamo certo degli aumenti salariali, ma solo la possibilità di far funzionare le scuole» si infervora Paolo Cortigiani, della Don Milani Colombo che insieme a Nadia Culotta, dirigente di Sestri, ha trasformato i tre documenti in uno unitario che verrà spedito a stretto giro di posta anche al Ministero.

«Che faremo il prossimo anno? Chiuderemo le scuole quando non saremo più in grado di garantire il servizio? In compenso con chissà che organici ci chiedono di organizzare l’ora alternativa alla religione con un insegnante dedicato…», chiede una preside del Levante genovese.

Michela Casareto, delle scuole della Maddalena si interroga su che fine abbiano fatto i sostegni per le scuole a rischio con forte flusso migratorio. La domanda, ovviamente, non trova risposta.

Si alza Luciano Florini, è il dirigente delle scuole di Marassi Bassa ed è un esponente della Cgil. Un po’ inquieto osserva l’assenza dei sindacati alla riunione dei dirigenti scolastici. Forse non sono stati invitati ma certo è che Florini, e con lui gli altri presidi, si sente «scarsamente tutelato».

Un po’ troppo soli in una battaglia che mai si aspettavano di dover affrontare in prima persona.

Ma tra i nomi dei dirigenti scolastici che firmano il documento, inviato oltre che al Ministero e alla Direzione Regionale, oltre che al Prefetto, anche a tutti gli enti locali, non comparivano fino a ieri pomeriggio i nomi di Nicolò Scialfa, dirigente di Vittorio Emanuele II Ruffini, responsabile della scuola per l’Italia dei Valori, e Santo Del Dio, dirigente di Quinto e portavoce dell’associazione nazionale presidi.

Serpeggia fra le fila dell’aula magna del liceo Cassini un timore: il ministero potrebbe chiedere come sono stati utilizzati i fondi finalizzati e un controllo li metterebbe in forte difficoltà. «Rischiamo di essere accusati di sottrazione indebita», denuncia un preside.

«Ci mancherebbe anche questa…non toccate per esempio i finanziamenti della Regione, destinati a progetti, per pagare le supplenze» esorta Adezati. Ma qualcuno forse l’ha già fatto e ora trema.

bonometti@ilsecoloxix.it

IL SECOLO XIX – mercoledì 10 febbraio 2010 – pag. 21