L’Asasi commenta la sentenza del Consiglio di Stato sulla vicenda presidi…(da asasi)




PRESIDI SCONGELATI! IL GIUDICE VIRGILIO DICHIARATO INCOMPETENTE

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Adunanza Plenaria) ha pronunciato la presente ORDINANZA sui ricorsi numero di registro generale 20, 21, 22 e 23 di A.P. del 2011 e in particolare:

sul ricorso per regolamento di competenza n. 594/2011 proposto da …, e altri rappresentati e difesi dagli avv. …. Contro Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, rappresentato e difeso dall’Avvocatura….

L’Adunanza ritiene, sulla base dei criteri per individuare la competenza, previsti dall’art. 13 c.p.a., che il giudice competente a conoscerne debba essere il Tar Lazio, sede di Roma.

Infatti ai sensi dell’art. 13, comma primo, se il criterio è quello della sede dell’organo della pubblica amministrazione, la competenza a conoscere dell’atto del Ministro non può che essere del tribunale romano.

Se il criterio individuatore della competenza (sempre ai sensi del primo comma dell’art. 1, ma secondo periodo) è quello degli effetti diretti dell’atto, non può non osservarsi come la legge in questione abbia riguardo anche agli interessi nazionali e non solo locali, disciplinando in modo nuovo e diverso rapporti oramai estesi sull’intero territorio nazionale e oramai scissi, quantomeno in parte, dall’annosa vicenda concorsuale e giurisdizionale.

Né tali effetti possono relegarsi a effetti mediati o indiretti, in quanto il decreto del Ministro, che sancisce nuovi criteri per la rinnovazione della procedura concorsuale a seguito delle statuizioni del giudice amministrativo, deve essere inteso anche – in parte qua – come atto di organizzazione della dirigenza scolastica nazionale e quindi non riconducibile alla sola sfera d’interessi regionali.

10. Sulla base delle sopra esposte considerazioni deve dichiararsi, in ordine alla domanda di annullamento del decreto del Ministro del 3 gennaio 2011 sopra menzionato, che è incompetente il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Sicilia ed è competente ai sensi dell’art. 13 c.p.a. il Tribunale amministrativo regionale del Lazio, sede di Roma.

Considerata la particolarità e la complessità della vicenda, si ritiene che le spese della presente fase debbano essere compensate.

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Adunanza Plenaria, composta ai sensi dell’art. 10, comma 5 d.lgs. n. 373 del 24 dicembre 2003), pronunciando sulle istanze e sui proposti regolamenti di competenza, previa riunione dei medesimi, relativi alla domanda di annullamento proposta avverso il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca del 3 gennaio 2011, in ordine al conflitto di competenza:

1) dichiara la incompetenza del Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Sicilia;

2) dichiara la competenza del Tribunale amministrativo regionale del Lazio, sede di Roma.

Spese compensate.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 21 febbraio 2011 con l’intervento dei magistrati:

Pasquale de Lise, Presidente del Consiglio di Stato, Giancarlo Coraggio, Presidente di Sezione

Gaetano Trotta, Presidente di Sezione, Pier Giorgio Lignani, Presidente, Stefano Baccarini, Presidente …

 

Questa sentenza dice con semplicità quello che noi dell’ASASi sosteniamo da due anni: poiché il bando del concorso è nazionale, poiché la questione investiva tutte le regioni e non era possibile che i candidati di Palermo fossero trattati diversamente da quelli di Roma, la competenza a giudicare non poteva essere del CGA. Ma la cosa più grave è che un giudice siciliano, decidendo diversamente dai colleghi “Italiani”, si è assunto la responsabilità di impedire le mobilità di colleghi nominati a Noto, Mistretta, Piazza Armerina, comunque a centinaia di chilometri da casa. Noi, al suo posto, non dormiremmo.

Né possiamo sottovalutare che questa vittoria è stata ottenuta dai presidi, e non dall’Amministrazione, che, con l’Avvocatura, non ha saputo difendere le proprie scelte”.

L’ASASi, asasisicilia@alice.it

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