Una nuova sentenza, dopo le tante che si sono succedute, aggiunge un nuovo capitolo alla pirandelliana storia del concorso presidi in Sicilia. La vicenda del concorso siciliano per dirigenti scolastici del 2004, che una sentenza del Cga ha annullato nel 2009, rischia di diventare l’esatto paradigma dello scontro in atto nel Paese tra politica e magistratura… ( sintesi dell’articolo “Il concorso per presidi dovrà essere ripetuto” pubblicato su La Sicilia, ed. Siracusa. a firma di Massimilano Torneo del 20 marzo 2011) La controversia, infatti, s’è arricchita di un altro episodio: la Corte di cassazione ha respinto la richiesta di annullamento della sentenza con cui il Cga aveva dichiarato nullo il concorso, presentata dai dirigenti scolastici vincitori. Il ricorso è stato rigettato “per inammissibilità”.

Il Cga, dunque, secondo la Cassazione, avrebbe operato con piena competenza nei  provvedimenti adottati. Tra le ragioni avanzate dai dirigenti vincitori, il fatto che in altre regioni del Paese lo stesso concorso, attuato con le identiche modalità, è stato ritenuto valido da altri Cga. Si tratta, dunque  di una sentenza a favore dei ricorrenti (i bocciati).

Insomma , se non ci sarà la sospensiva del decreto ministeriale da parte del Tar del  Lazio, ritenuto competente da una recente sentenza del Consiglio di stato,  e se verrà chiesto il pronunciamento della Corte costituzionale sulla legge 202/10, detta volgarmente salvapresidi, per presunta incostituzionalità,  l’Usr Sicilia dovrà procedere alla rinnovazione delle procedure concorsuali.

Nel frattempo le scuole siciliane restano in fibrillazione…

( sintesi dall’articolo “Il concorso per presidi dovrà essere ripetuto” pubblicato su La Sicilia, ed. Siracusa. a firma di Massimilano Torneo del 20 marzo 2011)