Premesso che in questi giorni si celebra il 150 esimo  anniversario dell’Unità d’Italia e che tutte le regioni hanno degnamente contribuito a realizzare un sogno di unità nazionale, ivi compresa la Sicilia, mi domando come sia possibile che alcuni cittadini siano trattati in modo diametralmente opposto dal Consiglio di Stato (Lazio) e dal CGA(Sicilia) creando di fatto due “Italia”…(della dirigente Enza Mione, dalla Letterina Asasi del 20 maggio 2010)



UNO STRANO CASO DI GIUSTIZIA ITALIANA
Premesso che in questi giorni si celebra il 150 esimo
anniversario dell’Unità d’Italia e che tutte le regioni
hanno degnamente contribuito a realizzare un sogno di
unità nazionale, ivi compresa la Sicilia, mi domando
come sia possibile che alcuni cittadini siano trattati in
modo diametralmente opposto dal Consiglio di Stato
(Lazio) e dal CGA(Sicilia) creando di fatto due “Italia”.
LA VICENDA
La vicenda riguarda i dirigenti scolastici in servizio
nell’isola dal 2007 a seguito di inserimento in posizione
utile in una graduatoria permanente che, a distanza di
anni, scoprono di non aver titolo a occupare il loro
posto e, nonostante un contratto sottoscritto a tempo
indeterminato, dovrebbero ripetere la procedura.
I 426 dirigenti, inseriti nella graduatoria trasformata da
una legge in permanente e ad esaurimento (la
finanziaria 2007), sono stati informati dal Direttore
dell’Ufficio Scolastico Regionale di questa evenienza in
data 28/12/2009,  con avviso sul  sito e con
raccomandata indirizzata sia al personale che aveva
superato le prove sia al personale che non le aveva.
L’ANTEFATTO
Nel 2004 con DDG 24 Novembre è stato bandito un
corso-concorso per il reclutamento di 1500 dirigenti
scolastici. Il concorso per la prima volta in conseguenze
di normative si espletava su base regionale, quindi i
concorrenti 1.500 circa hanno scelto di svolgere le
prove in Sicilia, dove erano stati messi a concorso 200
posti per i settori primario e secondario.
negativo, le ricorrenti, non ancora soddisfatte, fanno
ricorso per il giudizio di ottemperanza e si consuma
così la più grande ingiustizia di tutti i tempi.
Il decisore, infatti, stabilisce che non solo non esistono
contro interessati ma che l’amministrazione ha agito ai
sensi di un DPCM non atto a garantire commissioni dal
numero perfetto.
Il Direttore è quindi costretto a rinnovare tutta la
procedura, ma i dirigenti in servizio si oppongono
avendo svolto tutte le fasi concorsuali in perfetta buona
fede e avendo partecipato a vari incontri in cui era stato,
in principio di diritto, affermato che la loro posizione non
poteva subire alcun danno, perché erano fatti salvi gli atti
dell’amministrazione e perché non essendo controparte e
non avendo quindi partecipato al processo, non potevano
subire le conseguenze che avrebbero dovuto semmai
essere a vantaggio delle ricorrenti, ma non certo a danno
di persone estranee; sta di fatto che il TAR Palermo
accoglie la richiesta di sospensiva dei dirigenti in
servizio in attesa del giudizio di opposizione di terzo,
attivato dagli stessi.
Le due professoresse non sono ancora soddisfatte e
ricorrono avverso la sospensiva sempre all’unica sezione
del CGA Sicilia. Il CGA accoglie la richiesta e riforma
l’ordinanza e pronunciandosi sul merito dello stesso.
Altre due vicende: CAMPANIA e PUGLIA
I ricorrenti che non avevano superato le prove scritte,
non soddisfatti dell’esito del loro ricorso rigettato dal
TAR si rivolgono al Consiglio di Stato che precisa che
il DPCM 341/2001 ha riorganizzato il sistema di
formazione delle commissioni dei concorsi, e che il
nuovo assetto deve necessariamente produrre l’effetto

che il collegio sia formato da due commissari e nel caso
di più sottocommissioni fossero anch’esse composte da
due commissari vista l’unicità del Presidente con
funzioni di garante super partes.
DEDUZIONI / RIFLESSIONI
Siamo quasi convinti che il federalismo non abbia
bisogno di essere introdotto dal Parlamento con lunghe
ed estenuanti riforme costituzionali, basta il CGA
Sicilia; infatti, il CGA Sicilia ha da solo sancito il
divario e la disparità di trattamento tra persone della
stessa Nazione; ha da solo, senza l’aiuto dei sindacati,
creato una nuova categoria di lavoratori: DIRIGENTI
PRECARI !
Nemmeno la fantasia del  più grande romanziere
avrebbe mai partorito un nonsense di questa portata:
dirigente, top manager precario ci vuole una forte dose
d’ironia per andare avanti!
Riusciamo a pensare cosa stanno subendo le ricorrenti
della Campania e della Puglia che se avessero prodotto
ricorso in Sicilia sarebbero state vincenti, invece in
Italia sono state soccombenti?
E allora vi chiedo: quante Italia esistono? Due, tre, una,
nessuna o centomila? Di certo per ora ne esistono due :
· quella in cui  la Giustizia è dispensata da
Consiglio di Giustizia Amministrativa e
· quella in cui  la giustizia è dispensata dal
CONSIGLIO di STATO
Se così è cosa festeggiamo quest’anno? Eventi diversi
in Sicilia e in Italia? Perché il Presidente della
Repubblica viene in visita sui luoghi dello sbarco dei
MILLE?
È evidente che il CGA ha inopportunamente deliberato
senza prima di verificare la giurisprudenza esistente in
materia o forse ha voluto innovare una nuova teoria del
giudizio amministrativo per cui i danni vengano a
ricadere anche sulle persone che non sono state
chiamate in causa. Prefiguro già gli scenari del giudizio
amministrativo di ogni coorte italiana che farà ricadere
su terzi inconsapevoli le decisioni più bislacche. Si
potrebbe condannare un’intera comunità montana
perché la strada crollando ha divelto i pali della corrente
elettrica, o non so immaginate tanto ormai l’erga
omnes, prenderà piede …
Chiedo alle persona togate e non togate di dare a 426
dirigenti dello Stato una risposta, noi confidiamo nella
giustizia ed è per questo che abbiamo prodotto ricorso
per opposizione del terzo, vogliamo riconosciuto il
diritto a un equo processo, diritto alla difesa diritto
costituzionale non ancora abrogato dal  nostro
Parlamento, ma è opportuno sapere che in Sicilia c’è
un solo collegio presieduto da un solo giudice sempre lo
stesso che ha emesso le sentenze 477 e 478, i giudizi di
ottemperanza 1064 /2010 e 1065/2010 e la sentenza del
27 aprile che riforma la sospensiva … lasciamo ogni
speranza noi dirigenti siciliani, prima di entrare al
Palazzo di Giustizia Amministrativa Siciliana!
Se si osserva la linea diacronica dei fatti e si verifica la
compatibilità temporale tra TAR Puglia, Campania e
Sicilia e CDS e CGA, notiamo:
CAMPANIA SICILIA PUGLIA
SENT.TAR 5386/2007
respinto 1830/20071829/2007
respinto
3300/2006
3184/2006
respinto
SENT.CDS 6228/2008
respinto 7964 /20097965/2009
respinto
SENT.CGA 477/2009
478/2009
accolti
SENT. OTT. 1064/ 2009
1065/2009
accolti
SOSP.TAR 81/2010
SENT.CGA 400 e 405
27/04/2010
accolto
È palese come l’agire dei due gradi di giudizio, TAR
Puglia e Campania e CDS, in Italia dia certezza del
diritto perché si esprimono in modo compatibile e, in
ogni caso, è sempre stato integrato il contraddittorio,
mentre in Sicilia il CGA ha ribaltato le sentenze del
TAR, asservendosi alle mire di vendetta delle ricorrenti,
escludendo in ogni modo la partecipazione delle
persone sulle quali ricadevano gli effetti della sentenza,
che hanno chiesto di intervenire anche nel giudizio di
ottemperanza, il CGA ha realizzato una celebrazione
monca!
L’amministrazione , confidando su i pronunciamenti in
suo favore del CDS non poteva presagire gli scenari che
si sono dispiegati in Sicilia e, a maggio, con le sentenze
477/2009 e 478/2009,  non era chiaro l’intento
“devastante”, come lo stesso CGA lo ha definito, delle
sentenze di ottemperanza del novembre 2009, perché
faceva salvi gli ulteriori atti dell’amministrazione.
Il consiglio di stato si era espresso molti mesi prima del
CGA (dicembre 2008-maggio 2009) sul caso Campania
ribadendo che la normativa che regola i concorsi per
dirigenti scolastici è diversa rispetto agli altri concorsi,
perché appannaggio del presidente del consiglio che
l’ha determinato attraverso il DPCM 341/2001 a firma
del Presidente Berlusconi, e, se noi comuni mortali non
siamo tenuti a sapere e a ricercare tra le sentenze del
CDS, il CGA è obbligato a farlo; al CGA non può

essere concesso un’ignoranza così clamorosa,  non
poteva non documentarsi sulle precedenti decisioni
emesse dall’organo equipollente a livello nazionale: non
sarà che il CGA si ritiene invece una monarchia
giurisdizionale o meglio un’anarchia decisionale?
Agli onesti lettori lascio tutte le controdeduzioni che
spero aiutino le persone semplici come me a capire
dove cercare la giustizia vera quella che non si ferma
davanti a nulla e che umilmente sa tornare indietro
quando palesemente viola i diritti di innocenti persone;
infine v’invito a riflettere sul dubbio più grande che mi
tiene il fiato in gola, come mai se l’amministrazione
non ha svolto con efficienza ed efficacia il suo compito
non è intimata a risarcire i danni arrecati e a ripristinare
lo status ante quem; perché i commissari, il presidente
della commissione, il Direttore regionale e il direttore
generale del MIUR sono ancora ai loro posti di
comando?
Il CGA ha palesemente distrutto il DPCM, perché il
Presidente del Consiglio non interviene a difesa del suo
atto del 2001, dileggiato dal CGA? Perché dovremmo
in una società che si definisce libera essere “costretti” a
rifare un concorso già fatto? Dov’è il nostro diritto di
scelta? A chi giova rifare tutto?
Prima di decidere la rinnovazione per tutti il CGA deve
accertarsi che tutti siano ai blocchi di partenza come lo
erano nel 2004, nello stesso stato di serenità di allora
con tanta grinta e voglia di dare il proprio contributo per
migliorare la scuola,  cosa che abbiamo fatto
egregiamente, uno per tutti cito che uno dei vincitori del
2004 è stato insignito dal Presidente della Repubblica
del titolo di miglior dirigente scolastico di Sicilia! Oggi
non abbiamo più la nostra serenità siamo dirigenti
precari, in attesa di una sentenza, rifare un concorso
creerebbe ulteriori ingiustizie, per noi vincitori e per
tutti i non vincitori del resto d’Italia. È probabile che il
50% di quelli oggi in servizio non si ripresenti, se
riavesse indietro la sua ex sede ormai occupate da altre
persone o forse perché l’esperienza dell’ultimo anno ci
ha aperto gli occhi sulla realtà della scuola e sulla
visione che di essa ha la giustizia e quindi la società che
dalla gogna mediatica non ci ha preservati!
Enza Mione, trapani.dirigenti@gmail.com