Qualche giorno fa avevamo scritto, con un pizzico di ironia, che i presidi siciliani si trovavano come nel nono cerchio dell’Inferno, travolti da un vento gelido, soffiato dalle ali di Lucifero, impossibilitati a chiedere trasferimento, congelati nella loro posizione fino a non si sa quando…

Ora, al di là di un po’ di sana ironia, che è sempre l’arte dell’intelligenza di sdrammatizzare, c’è poco da scherzare: la situazione della scuola siciliana è veramente indecorosa. E’ da anni che si trascina tra una sentenza e un’altra la questione del Concorso 2004, una telenovela senza fine, tra ricorsi, controricorsi e provvedimenti legislativi, senza che si giunga mai a una soluzione finale.

Le presidenze siciliane sono in uno stato di perenne dubbio, senza certezze, con dirigenti in ansia per la loro sorte. Inoltre non è possibile per nessuno, visto il congelamento, chiedere trasferimento, dunque ne va del buon esito della mobilità, cui nessuno, nemmeno gli altri dirigenti usciti da precedenti forme concorsuali, possono accedere.

Per di più esiste un problema urgente, per la soluzione del quale è stata addirittura scritta una lettera al presidente della Repubblica: la questione delle numerosissime presidenze vacanti in tutta Italia, con il conseguente ricorso alle reggenze.

Ma ci chiediamo: in Sicilia la questione del nuovo concorso è subordinata a quella del vecchio. Se non si scrive la parola fine sul precedente, come si farà a bandire il prossimo? Ci mancherebbe pure questa. Caos aggiunto a caos, nuovi vincitori sovrapposti ai vecchi, presidenze disponibili quali e quante?

Insomma urge una soluzione definitiva al caso. Ricordiamoci comunque che i presidi vincitori, rimanendo in servizio nel ruolo di dirigente, maturano diritti inalienabili. Più restano, più rimarranno.

Allora non è il momento di trovare subito una soluzione? E’ il momento che la res publica, l’interesse generale, trionfi sulla res privata, gli interessi particolari dei vari protagonisti. Che sia una valida soluzione finale, però, la più giusta ed equa possibile, in nome della nostra povera martoriata scuola isolana, vittima a volte di questioni più grandi di lei. E per chiudere con ironia, visto che avevamo istituito un parallelismo tra congelamento graduatorie precari e congelamento presidi, scongelatesi le graduatorie per effetto delle revisioni al Milleproroghe…per analogia…inizierà un generale disgelo?

Silvana La Porta