ROMA (28 aprile) – A tre giorni dal concertone del Primo Maggio, che quest’anno celebra il quarantennale della nascita dello Statuto dei lavoratori, il cast si completa e la scaletta della giornata comincia a delinearsi. I due artisti principali che avranno il compito di trascinare la piazza hanno deciso di mettere in secondo piano l’occasione promozionale dando la priorità ad una partecipazione musicale che tenga conto del contesto e dei contenuti.(www.ilmessaggero.it)

Ecco dunque Vinicio Capossela che nel suo set di quaranta minuti, invece di andare “Da solo”, pesca dal suo repertorio festoso “Il ballo di San Vito” e “L’uomo vivo”, sceglie brani ad hoc e chiama sul palco illustri colleghi: Marc Ribot, chitarrista statunitense già al lavoro con Tom Waits (e già al banjo e alla dobro in diversi appuntamenti caposselliani), Ginevra Di Marco, con la quale duetterà nel brano “Padrone mio” di Matteo Salvatore (a suo parere “il più grande cantore dello sfruttamento della civiltà contadina”), Enzo Del Re, che alla percussione di una sedia si cimenterà in “Lavorare con lentezza” (sigla di Radio Alice nel 1974).

Insieme alla Banda Ionica Capossela regalerà la splendida ballata “La SS dei naufragati”, processione in barca per la divinità che protegge chi lavora nel mare, e accompagnato dal mago Wonder darà vita al rito pagano di gioia e liberazione in cui l’uomo-pignatta, appeso con una camicia di forza, subisce le percosse finché non si “scoccia” in un’esplosione di soldi: numero circense “emblematico” si spinge a dire Vinicio “di un periodo in cui il primo articolo della Costituzione è messo in discussione. Questa infatti non è una Repubblica fondata sul lavoro ma sulla speculazione finanziaria.” Poi si finirà tutti, rigorosamente, “Dalla parte di Spessotto”, degli ultimi, gli emarginati, quelli nati dalla parte di sotto.

Il set di Carmen Consoli sarà più basato sulla sperimentazione. Nella neoformazione lei si troverà al basso (appartenuto al suo bassista Leandro Misuriello, scomparso quattro anni fa) e spazierà insolitamente tra musica elettronica e rock. D’accordo con l’intenzione di puntare alla luce e di abbandonare il grigiore dilagante, la cantautrice siciliana ha dichiarato in conferenza stampa: «Spero di poter dare un po’ di colore. Credo che la primavera possa portare nuovi germogli, anche nelle coscienze, fame di qualcosa di non materiale».

Appare combattiva Carmen, determinata a difendere il significato delle parole come sempre ha fatto nei suoi testi: «La parola ha un peso, è un’azione. Può sollevare lo spirito dell’uomo come accade nella poesia, può fare danni con la calunnia e la maldicenza. Ultimamente si è assistito al ripetere di bugie che sono diventate verità: una parola come la goccia può scavare la pietra. E’ la più pericolosa delle armi, perciò io la uso con cautela».

La sua reazione davanti alla crisi, non solo economica ma di valori, è la speranza, la visione di un domani migliore che trova forza nelle esperienze del passato: «In quella piazza vorrei promuovere l’idea del sogno, di un sogno bellissimo, futuribile per il nostro paese. Vorrei che imparassimo dalla generazione del dopoguerra, quella della ricostruzione, della prospettiva, dello sguardo rivolto al futuro. La musica e l’arte possono contribuire a raggiungere questo obiettivo. Possono innalzare lo spirito e una popolazione felice è una popolazione che produce, crea. Vorrei creare qualcosa che non sia tangibile. Oggi ci sono troppe cose tangibili, che non nutrono. Bisogna tornare ad essere romantici, unire alla ragione cuore e pancia». Poi conclude con una frase di ispirazione guevariana: «Bisogna tendere all’impossibile, l’ordinario ci è già dato da vivere».

La conduzione è affidata alla pasticciona e buffa Sabrina Impacciatore, il cast definitivo (con la definitiva assenza di Irene Grandi, Bandabardò, Litfiba e Ligabue) è il seguente: Bud Spencer Blues Explosion, Asian Dub Fundation, Roy Paci & Aretuska, Simone Cristicchi, Funk Off, Beppe Voltarelli e il re del tamburo Alfio Antico, Tre Allegri Ragazzi Morti, Samuele Bersani, Edoardo Bennato, Nina Zilli, Baustelle, l’ensemble Beautiful (formato da Gianni Maroccolo, Cristiano Godano, Luca Bergia, Riccardo Tesio e Howie B), la Roma Sinfonietta di 61 elementi, l’italo-scozzese Paolo Nutini.

Massimo Ranieri e’ stato scelto come interprete della poesia di Eduardo De Filippo “Il Colore delle parole” che da’ il titolo all’edizione 2010 dell’evento.

Il concerto inizierà a piazza S. Giovanni alle 15.15, sarà trasmesso dalle 16 in diretta su Rai Tre.

di Simona Orlando