Detto ciò la invito a raccontare le Sue favolette ai docenti della Sua ridente scuola di provincia che sicuramente la staranno ricoprendo di applausi e a guardare in faccia alla realtà con onestà intellettuale e lealtà.

Le Sue domande le ponga dunque ai vari ministri della pubblica istruzione che si sono avvicendanti Fedeli, Giannini, Gelmini, e Presidenti del Consiglio come Renzi, Monti, Berlusconi e si faccia dare le risposte che con tanta veemenza e clamore ha rivolto ad un professionista che sta legittimamente esercitando un suo diritto.

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I professori del Nord che insegnano al Sud fanno la stessa cosa

di Lucia Alessandra Cittadino – Corriere del Veneto (Padova e Rovigo) -17 gennaio 2017

Carissima Dott.ssa Nadia Vidale, preside del Severi,

sono una giovane ed entusiasta avvocato di una modesta città del sud Italia e intendo darle la risposta che con tanto clamore ha richiesto al Professore X.

Premetto che nel merito potrei anche darle ragione se non avessi però riscontrato come la Sua lettera trasudi di un evidente pregiudizio e sentimento di intolleranza.

Sicuramente il professore incriminato sarà del Sud Italia, e ha avuto l’ardire di esercitare un suo legittimo diritto che la legge italiana gli riconosce, altrimenti Lei avrebbe esercitato tutto quanto il Suo potere Le consente, per licenziarlo. O sbaglio? Se Lei non l’ha fatto avrà riscontrato che il comportamento del Professore X sia perfettamente in regola. Ma veniamo al merito.

Davvero non comprendo perché tanta meraviglia nell’aver constatato che il Professore X sia rientrato proprio a ridosso delle vacanza di Natale. E’ il Suo primo anno da dirigente e finora ha vissuto nel paese dei balocchi?

Mi vuole far credere che nella sua “bella e grande scuola di una città importante” gli insegnanti con sangue padano, che non disdegnano certamente il ricorso a malattie e congedi riconosciuti dalla legge, non siano avvezzi a rientrare proprio il giorno prima delle vacanze, al fine di non cumulare la malattia o i permessi fruiti con il periodo di sospensione delle attività didattiche?

Se Lei vive in un’isola felice e non ha mai visto tutto ciò verificarsi, la apro al mondo e Le faccio sapere che in tante ridenti ed efficienti scuole del Nord dove insegnano miei conterranei, non in un epoca preistorica, ma proprio lo scorso anno, all’arrivo dei cosiddetti “potenziatori” si è assistito ad una vera e propria epidemia di massa dei docenti di ruolo e di sangue nordico, che finalmente vedevano prospettarsi la possibilità di “ammalarsi” senza creare tanti problemi alla scuola, infischiandosene altamente della continuità didattica!

Quanto alla ” giovane docente, entusiasta e coinvolgente ….insegnante volenterosa e capace, contenta di far loro da guida nel cammino” che Lei con tenacia (immagino facendo qualche telefonata e attingendo alle graduatorie di istituto) ha individuato, sono altrettanto certa che se avesse scoperto di “essere in dolce attesa”, ad esempio, avrebbe sicuramente fatto ricorso, senza tanti scrupoli, all’astensione obbligatoria per gravidanza a rischio.

Detto ciò la invito a raccontare le Sue favolette ai docenti della Sua ridente scuola di provincia che sicuramente la staranno ricoprendo di applausi e a guardare in faccia alla realtà con onestà intellettuale e lealtà.

Le Sue domande le ponga dunque ai vari ministri della pubblica istruzione che si sono avvicendanti Fedeli, Giannini, Gelmini, e Presidenti del Consiglio come Renzi, Monti, Berlusconi e si faccia dare le risposte che con tanta veemenza e clamore ha rivolto ad un professionista che sta legittimamente esercitando un suo diritto.

Approfitto della Sua disponibilità e, già che c’è, chieda loro perché le mie figlie debbano avere come insegnanti di musica delle maestre che non ha mai visto un pentagramma, mentre l’imbianchino che mi sta ritinteggiando il vano scala è diplomato al Conservatorio dopo anni di studio, ed è costretto a fare questo mestiere perché nella scuola italiana non ha trovato il lavoro che tanto sognava.

P.S. Rimproverare il Professore X di non avere “nonostante l’età, alcuna esperienza di scuola” non penso sia una colpa da ascrivere al docente, vincitore di concorso pubblico, ma allo Stato Italiano, che da decenni depotenzia sempre più le nostre scuole, la cultura, la formazione creando generazioni di disoccupati privi di autostima e voglia di futuro.

Lucia Alessandra Cittadino

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