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E ci si chiede: Profumo ha fatto marcia indietro all’ultimo minuto per non inimicarsi la maggioranza che sostiene il governo e i sindacati o veramente la bozza circolata non è quella giusta? Difficile ricostruire la genesi di quello che a molti è apparsa come una scivolata del titolare di viale Trastevere. Ma certo ora il timore è che di riforma della scuola si finisca per non parlare più.

 

 

 

5 giugno 2012

Scuola

Profumo già evaporato

Il ministro smentisce le indiscrezioni sulla riforma. «La penso come Fioroni»

Alla fine il ministro difende l’ex ministro. Finisce in un bicchiere d’acqua la tempesta scatenata dalla bozza della nuova riforma sulla scuola e università circolata nei giorni scorsi che ha incassato la bocciatura del Pd (Fioroni in primis) e dei sindacati, e poi smentita dallo stesso titolare del ministero di viale Trastevere. E ci si chiede: Profumo ha fatto marcia indietro all’ultimo minuto per non inimicarsi la maggioranza che sostiene il governo e i sindacati o veramente la bozza circolata non è quella giusta? Difficile ricostruire la genesi di quello che a molti è apparsa come una scivolata del titolare di viale Trastevere. Ma certo ora il timore è che di riforma della scuola si finisca per non parlare più.
Le indiscrezioni di stampa sulla riforma (premi agli studenti migliori, stop all’assenteismo dei docenti, internazionalizzazione di scuole e atenei), comunque, non erano piaciute all’ex ministro Fioroni che aveva mandato a dire senza mezzi termini all’attuale inquilino del ministero dell’istruzione che quella che si stava delineando era una «scuola d’élite» e che, in tempi di crisi come questi, non c’era proprio «bisogno della politica degli specchietti» o «di interventi esclusivamente mirati a incentivare la competizione e garantire l’eccellenza di pochi». Anzi, l’ambizione dovrebbe essere quella di garantire «qualità per tutti».
E alla fine di un duro botta e risposta, tra tweet e comunicati stampa, Profumo, per difendere se stesso, ha avallato la posizione di Fioroni e del Pd. La smentita del ministro è stata secca: «Non so chi abbia fatto girare questi preliminari della riforma, però questo non ha nulla a che vedere con la soluzione». E sulle critiche espresse ha replicato: «In realtà il modello di scuola che io ho è esattamente allineato a quello di Fioroni. Le azioni che abbiamo fatto fino ad oggi sul tema della dispersione e della connessione tra dispersione e povertà e sul diritto allo studio sono volti ad elevare il livello medio della scuola». Gli interventi sul merito in agenda sono solo «complementari». Il capitolo di spesa, scrive Profumo ai sindacati, prevede «solo qualche decina di milioni, non più di trenta» mentre è di più di un miliardo quello previsto «per la scuola di tutti».
«Fare le cose giuste al momento giusto» e rispondere alle esigenze delle famiglie e degli studenti (martoriati dai tagli del governo Berlusconi) è il leit motiv del Pd che chiede per bocca di Fioroni una vera lotta «alla dispersione scolastica e un insegnamento per tutti non elitario», e da parte di Francesca Puglisi uno sguardo più attento alle vere priorità: bisogni dei più piccoli e dei più deboli (scuola dell’infanzia, tempo pieno e lotta alla dispersione). Anche se una sparuta parte del Pd (soprattutto della Lombardia) valuta con ottimismo i paletti messi da Profumo sul reclutamento degli insegnanti (magari con valutazione della didattica e con retribuzioni differenziate in base ai meriti dei docenti). Nella polemica si è inserita anche la posizione “mediana” del sottosegretario Rossi Doria, secondo il quale il pacchetto sul merito «era necessario, ma non basta. La scuola secondo la Costituzione è aperta a tutti e invece perdiamo un ragazzo ogni cinque. E sono i più poveri ».
Certo è che i dati sulla dispersione scolastica fanno paura: solo nel Piemonte sono stati 1820 i ragazzi che hanno abbandonato la scuola media quest’anno.
Anche in regioni come l’Emilia Romagna sono quasi 2.000 i bambini della materna che restano a casa dopo aver frequentato il nido. E sono stati già tagliati di 2/3 i fondi per i corsi di recupero previsti per le superiori.