Marcella Raiola commenta la proposta di Reggi che oltraggia gli insegnanti pensando che si venderanno per pochi spiccioli di supplenze, sottraendole ai precari…L’indignazione per il “piano Reggi” non deve venire solo dalla valutazione dei danni irreparabili che procurerebbe alla Scuola e alle relazioni al suo interno, ma anche e, forse, soprattutto, dalla riflessione sui presupposti da cui il ministero parte per avanzare le sue proposte, ferocemente umilianti e oltraggiosi per tutti noi.

A ben pensare, infatti, la proposta di Reggi poggia sulla convinzione che i docenti sono accattoni pronti a cannibalizzarsi per “vincere”, alla riffa della piaggeria, uno stipendio decente; che i docenti precari sono per lo più massaie prestate alla didattica che possono tranquillamente tornare a sfaccendare in casa e a farsi mantenere dai mariti; che i docenti sono del tutto indifferenti all’effetto sortito dalle materie che insegnano, tanto da non sentire come un attentato alla qualità della didattica l’aumento dell’orario di lavoro…

Non ne escono meglio gli studenti, che il governo presuppone tanto stupidi o tanto infingardi da preferire una scuola fascistoide e invalsizzata a un luogo che, con tutti i suoi limiti, (ed è il solo a farlo, in quest’Italia che inneggia fanaticamente alla gioventù ma lascia il potere saldamente in mano ai novantenni) garantisce loro la possibilità di essere soggetto politico e di “contare”…

Domani, a Roma, più che protestare per quel che la Scuola diventerà, io voglio protestare per quello che chi indebitamente ci governa crede che la Scuola sia.