Si avvicina l’estate e la temperatura nelle aule scolastiche si fa torrida. Fa caldo, davvero tanto caldo…di Silvana La Porta (da Vivere, inserto de La Sicilia del 3 giugno 2011)


 


E qualche ragazzo pensa già di recarsi a lezione in tenuta, come dire, da mare. E’ successo a Trieste, all’Istituto tecnico navale ‘Tommaso di Savoia’, come poteva succedere a Catania. Ma un preside solerte, memore degli anni precedenti, aveva già emanato una severa circolare al proposito: «Con l’approssimarsi della bella stagione – era elegantemente scritto su quel foglio che girava di classe in classe – si invitano allieve e allievi a indossare un abbigliamento adeguato durante le lezioni.”

Mica una novità: nel passato vietata la minigonna, vietati pantaloni che lasciano l’ombelico scoperto, vietate anche le scarpe infradito. La scuola è scuola e merita un comportamento consono, sempre nei limiti della decenza.

Ma qualche mattina fa dinanzi all’istituto triestino si sono presentati 30 ragazzi con i pantaloni a mezza gamba. Dovevano fare un esame importante, uno di quelli di recupero con i quali la benevola scuola italiana permette di sanare, in un solo colpo, insufficienze pregresse e stratificate. Il preside, furibondo, in ottemperanza alla circolare,  fa chiudere i cancelli e li lascia fuori da scuola. Ma il bello sta nella reazione degli studenti, che, preoccupati dell’esame in extremis che dovevano sostenere, che ti vanno a fare? Chiamano nientemeno che la polizia. Gli agenti arrivano, sembriamo sulle barricate durante il Sessantotto, si apre una estenuante trattativa. Alla fine il dibattito tra studenti, preside e agenti della polizia approda a un compromesso: in bermuda può entrare solo chi mette il proprio nome e cognome sul foglio che tiene in mano il bidello.

Dove siamo arrivati! La scuola dovrebbe insegnare rispetto e buon gusto. Ma con i giovani di oggi è dura. Clamorosa la risposta di una liceale napoletana, alcuni anni fa: «La scuola dovrebbe insegnare il rispetto per le minoranze, per quelle che come me entrano in classe con la minigonna». I francesi direbbero: touchè.