Attenzione, attenzione, cari professori. Si avvicinano a grandi passi le gite scolastiche. E con esse un mare di guai per i docenti. Non siete voi quelli inseguiti adesso da miliardi di alunni imploranti la solita frase: “Prof, la prego, ci accompagna in gita?”. E voi lì a schernirvi, a dire un “credetemi non posso” flebile flebile…(da Vivere, inserto de La Sicilia del 25 marzo 2010)

 
Sono un cavolo le gite per gli insegnanti. E l’ultima a tal proposito mi è stata raccontata qualche giorno fa, proprio durante una famigerata gita (fortunatamente di un giorno) dall’autista del nostro bus. Dunque qualche tempo fa, mentre si trovava in gita con una scolaresca accompagnata da ben cinque docenti, ne è successa una quasi surreale, grottesca, soprattutto perché ambientata nel Duemila, quando certe cose non dovrebbero, a fil di logica, accadere più. Proprio infatti mentre la giornata volgeva alla sua conclusione e gli insegnanti pensavano con gioia al momento in cui sarebbero rientrati, ecco che, chiamato l’appello, manca una ragazza (minorenne).
Un brivido di terrore percorre la schiena dei docenti, che però non si perdono di coraggio. E dov’è finita? E chiamatela al cellulare, anzi dateci il numero la chiamiamo noi e la rimproveriamo, e la facciamo tornare subito sul pullman…Ma niente, al cellulare nessuno risponde. Signori miei, chiamiamo i carabinieri. I quali giungono, indagano, stanno quasi per iniziare la ricerca…quand’ecco che una ragazza, a quanto pare amica della scomparsa, timidamente si fa avanti, si spinge dinanzi ai docenti, e, con lo sguardo basso, mormora: “Prof, io loso che fine ha fatto la mia compagna.”
Ah, lo sai? Dicci subito dov’è, così andiamo a prenderla…
Eh, no – ribatte la giovane – non possiamo andare a prenderla, perché…
Perché…-  soggiungono tutti con aria tra il preoccupato e il curioso…
Perché…la mia compagna – singhiozza infine -…si ‘nni fuiu!!!
Ah! Dio mio, noooooo! Si ‘nni fuiu!!! Nel Duemila ancora la fuitina, la fuga con il ragazzo all’insaputa dei genitori! Cercatela, prendetela, trovatela, adesso che cosa diciamo alla famiglia, e dov’eravamo noi, mentre alla ragazza veniva la felice idea di “fuirisinni”?! E che facevamo noi? E adesso che facciamo?”
Fine del racconto. Adesso avete capito perché nessuno degli insegnanti vuole accompagnare i ragazzi in gita?

SILVANA LA PORTA (da Vivere, inserto de La Sicilia del 25 marzo 2010)