La scuola italiana è piena di asinelli. Asinelli? Già, asinelli. E non sono, come qualche maligno starà già pensando, gli alunni. No. Sono i docenti…(di Silvana La Porta, da Vivere, inserto de La Sicilia del 29 aprile 2011)



Che quando li possono prendere come animali da carico, gratis et amore Dei, non si perde mai l’occasione.

Si avvicinano, dunque, le date delle fatidiche prove Invalsi, quelle che mirano a monitorare i livelli di apprendimento degli alunni italiani,  e servono degli asinelli. Già, perché queste prove sono state il casus belli dell’anno in corso. Si devono svolgere, non si devono svolgere, ma chi le deve somministrare, chi le deve correggere, una serie di interrogativi  hanno  attanagliato le scuole italiane.

Bene. Qualche giorno fa il ministero ha emanato una nota di chiarimento  che porta… dolenti note. Le prove Invalsi, checchè ne dica il mondo intero, bisogna farle. Mettiamoci il cuore in pace. Solo che le numerose proteste hanno fortunatamente messo l’accento sul problema di fondo: a chi spetta la somministrazione e la correzione?  L’Invalsi dovrebbe procedere alla rilevazione con un apparato adeguato, compresi somministratori e correttori. Ma c’è bisogno di pagare qualcuno se esiste chi il lavoro è disposto a farlo gratis e, come è accaduto negli anni scorsi, somministra gratuitamente e corregge, sempre gratuitamente? I docenti! Senza soldi e per giunta con tanta dedizione, oltre che con la paura che i ragazzi commettano un mezzo scempio, rispondendo alle domande  in modo impreciso, quando non errato. Per di più lo svolgimento dei test presuppone una preparazione che sottrae notevole  tempo all’attività didattica.

Tant’è. Prove Invalsi senza scampo. E nella nota ministeriale si fa solo un accenno alla retribuzione dei docenti che dovrebbe provenire, per la prima volta quest’anno, dal famoso Fondo d’Istituto, cioè un pozzo secco, dove non ci sono manco i soldi per la carta delle fotocopie e addirittura per una carta ancora più importante, quella igienica.

Alla fine, ne siamo certi, le prove si faranno. Grazie alla solita bontà infinita dei prof. Via ai test. La scuola è tutta un quiz e noi giochiamo e rigiochiamo…