Qualche giorno fa mi è stato recapitato un dattiloscritto. In copertina un’immagine simpatica, una donna di una certa età, in tailleur, con in mano una bacchetta, sotto un titolo: “La scuola raccontata da una maestra”. E’ per te, mi hanno detto, da parte di una maestra ottantaseienne, assidua frequentatrice della tua rubrica…di Silvana La Porta (da “Vivere”, inserto de La Sicilia del 4 novembre 2010)

L’occhio, dopo la naturale emozione al ricevere un pensiero così singolare da una persona anziana, è andato a due date, così lontane nel tempo, ma così vicine in una continuità spirituale ininterrotta: 1 ottobre 1929- 31 agosto 1991.

Poi ho cominciato a leggere.  E, in un baleno, mi sono passati davanti ben quaranta sette anni di vita scolastica vissuta da una donna prima come alunna poi come insegnante. Un libro di memorie scritto col cuore di una volta, scrutando il passato con occhi curiosi ma sereni, come si addice alla consapevolezza dell’età matura e alla certezza di un bilancio positivo.

Stupiscono e commuovono le parole della maestra, e in alcuni punti toccano profondamente la nostra sensibilità. Come quando racconta che tra le sue alunne c’era addirittura la figlia  di otto anni, costretta a piangere sempre e di continuo perché la severa mamma non le risparmiava brutte figure e interrogazioni; e  un giorno che arriva l’ispezione lei invece è l’unica, pur bravissima, a non essere interrogata, per non far pensare a eventuali accordi pregressi. Quel giorno fu pianto inconsolabile, ma dura lex sed lex…

Nel tempo delle raccomandazioni ad iosa e della voglia di favorire a tutti i costi figli, figliastri e nipoti, questo esempio ci fa sorridere e riflettere.

Il nome di questa memorialista così operosa, a dispetto dell’età, e così desiderosa di lasciare itestimonianza di un tempo che fu, è Rosetta Empoli Fiume. Grazie, cara maestra Rosetta: con poche, semplici, ma profonde parole ci hai ricordato che i docenti di una volta erano davvero grandi maestri di vita, che sognano ancora la scuola e gli alunni con affetto e intatta devozione.

Silvana La Porta (da Vivere, inserto de La Sicilia del 4 novembre 2010)