Ogni tanto faccio un sogno. Già. Anche gli insegnanti, quegli esseri apparentemente freddi e opachi, hanno dei sogni. E’ un sogno belissimo da cui mi risveglio felice e beata, gongolante…(da Vivere, inserto de La Sicilia del 14 ottobre 2010)

Dunque io immagino di fare una bellissima lezione. Che so su Ariosto, sull’Orlando furioso, la Divina Commedia del Rinascimento. Tra cavalieri e dame, ippogrifi e cavalli, raccontare quel mobile gioco di amori, fughe, incontri e nuove sparizioni, che dilettava le splendide corti del Cinquecento.  Mi vedo lì, a narrare di Orlando, un tempo fedele paladino di Carlo Magno, ora divenuto un pazzo senza  patria, col cuore trafitto dalla spada d’amore. Ma la cosa più bella che immagino sono gli occhi dei miei alunni: vispi, accesi di passione,  mobili e luminosi più dei personaggi del Furioso.  Mi seguono rapiti e si proiettano nelle vicende di quel povero innamorato, che, un giorno, trasportato dal suo palafreno, giunge in una radura e scopre millle cuoricini con incisi i nomi della sua amata e di un altro uomo.  Purtroppo Orlando conosce la lingua dell’iscrizione: è arabo, accidenti, arabo.  Legge e capisce: Angelica, la cinica e opportunista Angelica bella, lo ha tradito, finalmente si è innamorata. Peccato che si è innamorata di un altro.  Orlando ingoia la delusione,  tenta di contenersi, fino a quando la rabbia esplode. Distrugge ogni cosa, si distrugge, si fa del male: il primo uomo del poema resta nudo, senza armatura e corazza, fragile canna al vento delle passioni.

A questo punto la spiegazione è finita. Gli alunni sembrano risvegliarsi da un sogno anch’essi. Ridono. Il Furioso, malgrado la tragicità della scena, li ha divertiti. Perché Ariosto è poeta dell’armonia e dell’ironia. Questo è il dono che oggi ho fatto loro. Donato, già. Perché su questo argomento non interrogherò. Non farò verifiche. Non chiederò niente in cambio. Puro piacere della letteratura. Per una volta senza voto e interrogazioni. Resta il loro sorriso.  Poi mi sveglio. Mi scrollo di dosso quella sensazione piacevole. E  torno a correggere i compiti su Ariosto e la pazzia di Orlando…

Silvana La Porta

da Vivere, inserto de La Sicilia del 14 ottobre 2010