altGiurassici. E’ questo l’aggettivo che, con spirito tragicomico, molti precari della scuola si attribuiscono spesso. E davvero c’è un’atmosfera da Jurassic park nella scuola italiana. I precari sono sempre più anziani e per smaltire le chilometriche graduatorie à  stato calcolato che  ci vorrebbero decine di anni…(di Silvana La Porta, da Vivere, inserto de La Sicilia dell’8 aprile 2011)

 

 

 

 

E ai poveri supplenti ogni tanto ne può succedere anche qualcuna imprevista o ai limiti della verosimiglianza. Dunque una mia collega precaria giurassica, ma ancora non troppo stagionata, al momento del rinnovo della graduatoria, va con aria rassegnata a vedere la sua posizione. Tanto lo sa, la graduatoria ha le ragnatele addosso e piccoli ragnetti la percorrrono giorno dopo giorno. Lo sa, dunque:  è sesta da una vita e nessuno mai, per carenza di posti, entra di ruolo nella sua classe di concorso.

Ecco la graduatoria.Imbalsamata, mummificata. Ferma che più ferma non si può.  Dunque il primo è il solito collega…Oddio, sono quinta!  Sono salita di un posto! E che cosa sarà mai successo? Mamma mia, vuoi vedere che, nella vana attesa di entrare di ruolo, è morto qualcuno? Poi la funesta ipotesi viene scartata, vediamo chi manca, qualcuno manca davanti a me, figurarsi se diventavo quinta così, per pura fortuna.

Manco pensa così che sente squillare il cellulare, mentre gli occhi rimangono sempre incollati alla graduatoria. E’ una collega. Quasi in lacrime, ovvero con la voce incrinata dalla rabbia. E’ lei che manca. Già,  non c’è più. Per raggiunti limiti di età. A ‘ittaru fora, dopo una vita di supplenze. Si sono accorti della data di nascita. Anno 1945. Beh, sì. Ancora precaria a 65 anni. Ora basta.. Ma che ci vai a fare ancora in classe in età da pensione?

A ‘ittaru fora, signori miei, senza pietà.Ma c’è una speranza:  il Consiglio di Stato, accogliendo il ricorso di una docente che aveva chiesto il reinserimento nella graduatoria provinciale di Roma dopo che lo stesso Usp l’aveva esclusa a seguito del compimento del suo 65esimo anno di età, ha stabilito che…i precari possono lavorare fino a 70 anni…Buona vecchiaia e buona scuola.

Silvana La Porta, da Vivere, inserto de La Sicilia dell’8 aprile 2011