Di quale considerazione godono gli insegnanti nella società civile? E come viene visto questo lavoro, quando casualmente se ne parla? Di certo non molto positivamente. E va a finire che, a torto o a ragione, si generano anche un sacco di pregiudizi, al punto che dire insegnante è come dire furbastro nullafacente…(di Silvana La Porta, da Vivere, inserto de La Sicilia del 19 agosto 2010)



Ora qualche furbastro, o furbastra, ci sarà pure, ma a scuola le assenze non sono ripetute e sistematiche, come tanti credono o vogliono far credere.

Vi racconto questa, narratami qualche sera fa da una mia amica. Dunque un giorno si reca dalla sua pediatra per un certificato: la sua bimba ha una forte otite e le tocca un giorno o più per assisterla. Però la dottoressa quella mattina ha qualcosa di strano. Dopo la richiesta, peraltro veritiera, fissa con aria ammiccante la mamma e dice: “Signora, lei non vuole andare a scuola questo fine settimana, vero?”.

La mia amica resta sbalordita e tenta di dire qualcosa: “ Dottoressa, io non…”  Ma la pediatra non le bada, adesso insegue un suo pensiero, senza più nemmeno considerarla: “ No, perché bisogna smetterla con queste mamme insegnanti, le mie amiche presidi si lamentano, si lamentano parecchio.”

“Ma dottoressa – riprova la mamma – io non…” “E’ inutile accampare scuse, le insegnanti hanno sempre le figlie ammalate, e sempre di fine settimana, e i dirigenti fanno un sacco di fatica per trovare le adeguate sostituzioni. E’ una vera indecenza. Ma lei sa cosa significa un insegnante assente? Crea un grosso disservizio, problemi ai colleghi, patemi d’animo all’intera comunità scolastica. I figli delle insegnanti sono sempre ammalati, chissà perché…”E sembra compenetrata, la dottoressa, in quel che dice,  pare che in quel momento non esistano che la scuola e le professoresse e le presidi sue amiche.

Infine la malcapitata genitrice, trovato un varco in questa tirata contro le docenti, a suo dire tutte disoneste e con figli sanissimi, esclama: “ Ma dottoressa, io non faccio l’insegnante!”

La dottoressa a questo punto si blocca, allibita. Quasi quasi ci resta pure male. Come non è un’insegnante? E dove sta allora il bello? Venga allora, signora, che le faccio ‘sto certificato. La verità è che le professoresse figli non ne dovrebbero fare, così sarebbero sempre, bel belle, presenti a scuola…

 

 Silvana La Porta (da La Sicilia del 19 agosto 2010)