Quis custodiet custodes? Ovvero: chi custodirà i custodi? Questa domanda se la poneva, in tempi lontani, il buon Platone, quando scriveva La repubblica…(di Silvana La Porta, da Vivere, inserto de La Sicilia dell’11 novembre 2010)

Già, perché da qualche giorno è stata emanata una circolare ministeriale con la quale, udite, udite, vengono stabilite sanzioni pesanti per il personale della scuola.

Entra così in vigore il cosiddetto codice Brunetta. E, diciamocelo francamente, i primi ad essere colpiti da questa deriva autoritaria sono stati, innanzitutto, i dirigenti scolastici. Chi di loro viola il codice rischia la sospensione dall’incarico ed il blocco dello stipendio fino a sei mesi. Si rischia soprattutto in caso di mancata applicazione delle norme di sicurezza, e fin qui niente di strano, è un affare importante, la sicurezza. Ma è pronta una sanzione anche se, ed è cosa di più lieve entità, non si espone la targhetta sulla porta dell’ufficio.

Naturalmente, aumentando le responsabilità dei dirigenti, aumentano anche i loro poteri. Mica solo oneri, anche qualche onore. Da oggi in poi il preside potrà sospendere direttamente il docente che passa il limite, con sanzioni che vanno da una sorta di ammonimento verbale alla sospensione fino a dieci giorni con conseguente blocco dello stipendio per tutto il periodo. Si può arrivare fino al licenziamento per motivi disciplinari nel caso di una falsa attestazione della presenza in servizio, un’assenza prolungata priva di giustificazione, la falsificazione di documenti, condotte gravi ed eventuali condanne penali subite.

Una sola cosa pare non verrà toccata: la libertà di insegnamento. Nella circolare infatti si specifica che il preside non potrà “sindacare neppure indirettamente l’autonomia della funzione docente”.

I presidi diventano degli inflessibili guardiani.  Ma chi custodirà i custodi? Chi vigilerà sulla giustezza e la fondatezza delle sanzioni? Alla domanda Platone rispondeva che, in virtù della loro formazione, i custodi saranno già in grado di custodire se stessi. Ecco perché adesso la selezione dei dirigenti dovrà essere ancora più accurata affinchè la scuola siciliana possa avere buoni e integerrimi capi, che poi sanzioneranno i docenti…

 

 Silvana La Porta (da Vivere, inserto de La Sicilia dell’11 novembre 2010)