SCUOLA Precari, in lista attesa 232mila prof  e 60mila Ata-scheda Top in Sicilia. Oltre 5mila vantano almeno 10-15 anni supplenze Nel 1998 supplente un docente ogni 12 di ruolo, oggi uno ogni 7…(da Apcom)



Roma, 4 ott. (Apcom) – Oggi un collaboratore scolastico precario ha tentato il suicidio, nelle scorse settimane in diversi hanno condotto lo sciopero della fame: ma quanti sono i supplenti a dovere ogni anno sperare di essere confermati o chiamati per la prima volta a lavorare nella scuola? Ufficialmente in Italia gli insegnanti precari iscritti nelle graduatorie ad esaurimento sono 232.048, cui se ne aggiungono diverse decine di migliaia con titolo di studio, ma non abilitati. candidati alle supplenze brevi, inseriti nelle graduatorie dei 10mila istituti italiani. Poi vi sono altri 60.000 Ata (amministrativi, tecnici ed ausiliari) facenti capo alle liste permanenti.

Sono questi i numeri ufficiali più recenti sul ‘popolo’ dei supplenti che ogni anno spera nella supplenza o nell’immissione in ruolo, l’agognato contratto che nell’agosto scorso hanno firmato 10mila insegnanti e 6.500 non docenti. La regione in assoluto con più docenti precari (anche gli Ata non si discostano molto) è la Sicilia, seguono Campania, Lombardia, Lazio e Puglia.

Una piccola parte degli insegnanti vincitori di concorso, ordinario o riservato, va collocata nella cosiddetta sezione dei precari ‘ storici’: in 5.462 fanno parte della prima e seconda fascia delle graduatorie a esaurimento, che significa almeno 10-15 anni di attesa; gli altri 226.586 sono collocati nella terza fascia.

A fronte di un corpo docente scolastico italiano pari a circa 800mila unità, i candidati assunti con supplenze annuali (solo 20mila circa) o fino al termine dell’anno scolastico sono passati dai 64.000 del 1998/99 ai 116.973 del 2009/10 (l’anno scorso si è toccato il record do 130.835): la maggior parte delle supplenze ‘lunghe’ stipulate dagli Usp riguardano la secondaria superiore (circa 40mila contratti), seguono le medie, la primaria ed i maestri della scuola dell’infanzia.

Nel 1998 vi era solo un docente precario ogni 12 di ruolo, oggi uno ogni 7. Il boom si deve a tre motivi: il graduale innalzamento delle cattedre di sostegno (oltre 90mila in tutto, ma solo poco più della metà sono andate al ruolo), le assunzioni sempre più limitate (dalle circa 60mila l’anno dell’ultimo governo Prodi si è passato a meno di 20mila l’anno della gestione Gelmini) ed un decennio di scuole di specializzazione universitaria, le Ssis, da cui sono uscite decine di migliaia di abilitati.

Alcuni giorni fa il ministro Gelmini ha presentato il nuovo piano di formazione e selezione dei docenti che prevede un numero ‘chiuso’ determinato dalle esigenze specifiche delle singole regioni. Tranne le ‘eccellenze’, prima bisognerà smaltire gli attuali precari: per viale Trastevere basteranno 6-7 anni, la Cisl sostiene che, soprattutto con gli attuali ritmi di assunzioni e turn-over, rallentati dall’innalzamento graduale dell’età pensionabile, ne serviranno almeno il doppio.