Grande soddisfazione in questi giorni da più parti, non ultimo il ministro Giannini, per la soluzione della questione Quota 96. Sperando che la questione sia definitivamente e chiaramente risolta…

Ciò traspare da un comunicato stampa di Domenico Pantaleo, segretario nazionale Flcgil che, al di là per l’entusiasmo per il lusinghiero risultato, insinua anche qualche piccolo dubbio. Pantaleo afferma: “ L’emendamento  approvato dalla Commissione Affari Costituzionali della Camera che consente il pensionamento agli insegnanti che nel 2012 avevano maturato il diritto alla pensione con quota 96 sana una palese ingiustizia e consente di procedere a 4 mila nuove immissioni in ruolo. È altrettanto positiva la possibilità di rivalutare le pensioni per le donne che avevano deciso di lasciare il lavoro con 57 anni di età e 35 anni optando per il calcolo con il sistema contributivo per tutti gli anni di servizio.”

Poi però il segretario generale aggiunge: “Ci auguriamo che l’emendamento non venga stravolto nei passaggi parlamentari e che si modifichi la parte relativa al pagamento della liquidazione che penalizza fortemente coloro che andranno in pensione con quota 96.”

C’è qualche nota dolente, dunque: il fantasma della penalizzazione, quel TFR differito nel tempo, secondo i criteri pensionistici della Riforma Fornero, che nega ai lavoratori della quota 96 di poter usufruire in tempi brevi del risparmio accumulato in una vita di lavoro. In sostanza gli interessati di Quota 96 dovrebbero ricevere il Tfr solo fra due o quattro anni,cioè a raggiungimento dei requisiti pensionistici imposti dalla legge Fornero.

E poi l’iter parlamentare che ora l’emendamento seguirà, quello previsto per il decreto sulla pubblica amministrazione e che, una volta votato in Parlamento, renderà esigibile dal 1 settembre 2014 il diritto a pensione per 4.000 lavoratori della scuola, che avranno poco tempo per produrre la domanda di pensionamento (che probabilmente andrà fatta direttamente all’INPS).

A tali pensionamenti è inoltre direttamente legato anche il numero delle immissioni in ruolo: per la Cgil dovranno essere 55mila, (42 mila docenti e 13 mila ATA), ma i 4mila pensionamenti di quota 96 rientreranno in tale generosa previsione?

Adesso è il momento comunque dell’iter parlamentare agostano, la cui prima tappa sarà la Commissione bilancio e ricordiamo che il Dl P.A. dovrà essere approvato dal Parlamento entro il 24 agosto: davvero è il caso di augurarsi che il fatidico emendamento non venga stravolto nei successivi delicati passaggi.

Basti pensare, come si legge sui social network, nel gruppo  dei Quota 96, che ‘per lunedì 28 in Commissione Bilancio, c’è qualche timore, essendo presente il Ministero dell’Economia e delle Finanze, o per lui, il suo sottosegretario. Superati questi due passaggi di estrema salita, la vetta dovrebbe essere vicina. Ma “stravolgere” nella lingua italiana vuol dire “mettere sottosopra”, c’è solo da incrociare le dita…

Silvana La Porta