La quota 96 nella scuola dimostra, in modo a dir poco emblematico, colleghi, quanta superficialità, inaffidabilità e chiusura mentale ci sia nei confronti della nostra categoria di insegnanti, da sempre disprezzata e umiliata da tutti i governi dall’Unità di Italia in poi; il fascismo addirittura la asservì con il giuramento di fedeltà e l’adesione alle leggi razziali a partire da una certa data…

Da sempre ci hanno considerato dei paria, dei lacchè, tuttavia la vicenda Quota 96 non è che solo una delle conseguenze della legge Fornero che ha lasciato, ad esempio, migliaia di esodati senza nè stipendio o cassa integrazione nè pensione nel settore privato, gettando intere famiglie nel panico prima e poi nella disperazione più cupa. Un’opera giustamente definita di ” macelleria sociale” che è stata  imposta da un governo, nato da un colpo di mano, come ci ha spiegato un giornalista americano ( quelli italiani erano distratti, troppo intenti a leccare), diretto da Berlino, con un primo ministro che di fatto commissariò il suo Paese, facendo gli interessi non del suo Paese ( che lo ha acclamato salvatore della Patria e gli ha regalato la poltrona di Senatore a vita) ma della Germania, delle sue banche e della sua economia alla quale giova un euro forte e robusto , non importa che questa moneta  poi gravi come un macigno sugli altri Stati dell’Unione che si sono ridotti, alla desertificazione economica, alla povertà di milioni di cittadini, all’umiliazione, alla disperazione e in qualche caso anche al suicidio.

E le cose, malgrado le chiacchiere che ci racconta oggi il presidente del consiglio ( eletto da chi?) e la stampa oggi ai suoi piedi prostrata e asservita,  continueranno su questa china recessiva.

Non so per quanto, fino a quando, ma certo la politica dei tagli delle retribuzioni, la disoccupazione in particolar modo giovanile, la chiusura delle imprese, insomma la recessione più nera continuerà anche con inasprimenti fiscali e manovre economiche e al solito saremo sempre noi a pagare, noi i bancomat dello Stato, insegnanti, impiegati statali, lavoratori dipendenti e pensionati che sia pur con pensioni da fame, che spesso fungono  anche da ammortizzatori sociali nelle famiglie, hanno  oggi una tassazione 100 volte maggiore dei pensionati tedeschi!