In queste ore si sta discutendo febbrilmente in Aula il disegno di legge n. 2486-A: Conversione in legge del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, recante misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari…

Venerdì scorso, come tutti sanno, sono stati approvati gli emendamenti riguardanti la famosa questione dei Quota 96 della scuola, che dovrebbero permettere il pensionamento dal 1 settembre 2014 di 4mila docenti.

Dalle ultime notizie pare che in Aula sul tema si stiano registrando pareri positivi un po’ da tutte le parti politiche.

Elena Centemero (FI) nel suo intervento così definisce il provvedimento: “ Una norma che veramente potrà garantire il ricambio generazionale è quella prevista per il personale della scuola (la quota 96), tesa a superare, volta finalmente a superare, dopo un grande e lungo iter, un’ingiustizia creata dalla riforma Fornero. Su questo fronte Forza Italia, insieme a tutte le altre forze politiche, ha dato un grande impulso al Governo ed anche al lavoro parlamentare per trovare, per cercare di trovare e per arrivare finalmente ad una soluzione attesa da due anni e mezzo.”

Ed Emanuele Fiano (PD) così afferma: “L’articolo 1-bis, introdotto in sede referente, prevede che le disposizioni previgenti alla riforma pensionistica del 2011 in materia di requisiti di accesso al sistema previdenziale continuino ad applicarsi anche al personale della scuola che abbia maturato i requisiti entro l’anno scolastico 2011-2012, secondo quanto disposto dall’articolo 59, comma 9, della legge n. 449 del 1997. Il beneficio è riconosciuto a decorrere dal 1o settembre 2014, nel limite massimo di 4 mila soggetti e nei limiti di 35 milioni di euro per il 2014, 105 milioni di euro per il 2015, 101 milioni di euro per il 2016, 94 milioni di euro per il 2017 e 81 milioni di euro per il 2018.
È, inoltre, prevista la possibilità che per le lavoratrici della scuola, che entro l’anno scolastico 2011-2012 abbiano maturato i requisiti per il pensionamento, ai sensi delle disposizioni vigenti prima dell’entrata in vigore del decreto-legge n. 201 del 2011, e che abbiano optato successivamente per la liquidazione del trattamento pensionistico secondo le regole di calcolo del sistema contributivo, di chiedere il ricalcolo del trattamento a loro erogato sulla base del sistema di calcolo retributivo per il periodo fino al 31 dicembre 2011 e con il sistema contributivo a decorrere dal 1o gennaio 2012. È questa la norma più nota nel dibattito pubblico come «quota 96», della quale tutto il Parlamento penso vada molto orgoglioso”

Della norma sui Quota 96 l’intero Parlamento va dunque orgoglioso. Tutti d’accordo quindi sulla necessità di raddrizzare le storture della legge Fornero. Attendiamo la fine dei lavori.