Caro Direttore,   molto tempo fa ebbi l’occasione di scriverti in merito a problemi comuni della dirigenza scolastica. Oggi vengo a chiederti cosa pensi della proposta, avanzata da uno dei sindacati minoritari dei D.S. circa le numerosissime direzioni che il prossimo anno rimarranno senza dirigente…(da Asasi)


 



Forse dovranno essere nominati colleghi a reggere più scuole per far fronte all’emergenza.

Il sindacato di cui sopra lanciava una proposta, a mio avviso molto intelligente ed efficace, secondo la quale il governo avrebbe dovuto lasciare in servizio i dirigenti che ne avessero fatto richiesta. Non ho saputo più nulla. Ho però interpellato sull’argomento, il mio sindacato, il più rappresentativo della categoria, che rispondeva in modo evasivo in quanto riteneva la proposta quasi improponibile perché difficilmente accettabile dalla controparte. Capisco i problemi di natura economica ma le reggenze debbono pur essere pagate e le pensioni anche. Allora, in attesa dell’espletamento del concorso prossimo, non si potrebbe pensare a trattenere in servizio quanti sono disposti a rimanervi? È così peregrina la proposta? oppure necessita acuta intelligenza per capirne il valore e gli effetti positivi sulle oltre 2000 scuole che dovranno essere governate da altrettanti reggenti?!

Io sono uno dei tanti che, per raggiunti limiti di età, saranno collocati a riposo dal prossimo 1 settembre. Ti dirò, considerato che la salute e le forze mi assistono, un altro anno lo avrei fatto volentieri. A parte, comunque, la mia posizione, ritengo che la proposta dovrebbe essere incentivata ed accolta da tutte le forze che hanno a cuore la qualità e l’efficienza dell’istituzione Scuola. Non so se sbaglio e mi chiedo ancora, e con me se lo chiedono in molti, dirigenti e non, perché il sindacato non ha perseguito la proposta? perché non ci ha pensato per tempo? Avrebbe fatto una cosa semplice e positiva per la scuola e quindi per gli alunni e le famiglie. Spesso ed insistentemente, i genitori mi chiedono, come del resto accade anche in altre realtà territoriali, perché non resto in servizio. Le spiegazioni, seppur comprese, non vengono del tutto condivise. Bando alle chiacchiere,

cosa ne pensi. Mi piacerebbe leggere il tuo pensiero in merito nel più breve tempo possibile. Scusami e grazie per l’attenzione.

Ettore Proietti, ettore.proietti@istruzione.it

SMS. G.B.PIRANESI di Roma.

Cell.: 339. 5201724

Caro Ettore,

Sinceramente non capisco perché l’Amministrazione non abbia adottato una misura di buon senso come quella da te riferita. Si chiedeva una proroga, una tantum, dei pensionamenti con la conseguente permanenza in servizio di tutti coloro che ne avrebbero fatto domanda (professionisti motivati!), nonostante i limiti di età e la scadenza del biennio di proroga. Si trattava di una proposta per tamponare i disagi dovuti ai paurosi vuoti negli organici causati dai ritardi nell’espletamento del concorso ordinario a dirigente scolastico e ai pensionamenti che si susseguono. Si trattava di una soluzione che avrebbe avuto certamente una ricaduta di qualità sulla gestione delle scuole. I dirigenti titolari impegnati ad affrontare i tanti problemi quotidiani nelle loro sedi, difficilmente e nonostante il loro impegno, possono ottenere i risultati sperati nelle scuole che dovrebbero reggere, scuole che, in definitiva, saranno lasciate “orfane” delle guida istituzionale e sono destinate allo sfascio.

Che vuoi che ti dica? Sappiamo tutti che non sempre il buon senso trova ospitalità nei Palazzi dei decisori politici né in quelli dei sindacati.

Ti auguro, chiudendo il tuo ciclo di operatore scolastico “militante” di riflettere sugli abbondanti frutti del tuo lungo lavoro e, se credi, socializzarli con i tanti lettori della “Letterina”.

Un abbraccio affettuoso.

Pippo Luca