Purtroppo i criteri del merito e della carriera li hanno definiti eccome; e vorrebbero anche dimostrare un trattamento  economico più favorevole della nuova carriera per merito rispetto a quella per anzianità…

Ma ecco gli inconvenienti. Fino al 2018 gli scatti resteranno bloccati, congelati. Il nuovo corso carrieristico partirebbe solo dal 2018. Si passerebbe a scatti ogni tre anni con incrementi di 60 euro netti, subordinati però alla valutazione da parte del Nucleo di valutazione interno ( Preside, Mentor e loro amici) su crediti, formativi, didattici e professionali, questo è il punto,  per riempire il portfolio ci sarà la corsa ad accaparrarsi attività con retribuzioni simboliche o anche gratis, pregheranno i dirigenti per avere incarichi, anche per  sostituire il bidello assente.  Già li vedo i DS manager e tronfi, dispensatori di incarichi tradotti in crediti; per non citare il limite del 66%: se in una scuola questo 66% è formato da assi pigliatutto e/o da lecchini in carriera e in quota 66%, io resterò al palo nella zona opaca del 34% a vita e sarò costretto, per passare di gradino, a trasferirmi anche in altra scuola, rischiando di arrivare in una nuova scuola dove potrò trovare la stessa logica di accaparramenti e un inginocchiatoio davanti alla presidenza! Se deciderò poi di restare nel mio 34% mi faranno sentire un insegnante di serie B. Ecco la nuova scuola del merito secondo Renzi; l’istituzionalizzazione del lecchinaggio e del servilismo, preparate l’inginocchiatoio!