Le belle parole che non costano nulla, il futuro che non arriva mai (e sono passati 10 mesi da febbraio!), l’esempio random e inutile del ragazzo incontrato: ancora con queste bubbole, fandonie e fanfaluche?!

RENZI MATTEO NON SEI CREDIBILE!

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“Il percorso sulla scuola va fatto coinvolgendo e confrontandosi. Ho incontrato un ragazzo, Federico Bindi, che non è parente.”

RENZI: L’INSEGNANTE SIA UN MESTIERE DA SOGNARE

tuttoscuola.com – lunedì 29 dicembre 2014

Tra i temi toccati dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi, in occasione della tradizionale conferenza stampa di fine anno nella nuova aula dei Gruppi parlamentari di Montecitorio, non è mancata la scuola.

Su di essa, il premier ha dichiarato, invocando un’insolita lentezza: “Abbiamo detto – ha spiegato Renzi -: ‘Ascoltiamo i cittadini’. Abbiamo 136 pagine di discussione pubblica. Sulla scuola non voglio essere veloce. Voglio che tutti lo interpretino come un tema vicino. Indecoroso per un precario fare il precario a vita. Ma nell’assumerli abbiamo detto: ‘Introduciamo criteri di valutazione’. Abbiamo fatto partire un confronto con docenti, alunni e famiglie”.

Il premier ha poi raccontato un episodio personale: “Il percorso sulla scuola va fatto coinvolgendo e confrontandosi. Ho incontrato un ragazzo, Federico Bindi. Ci ha detto: ‘A me il progetto non piace perché fintanto che voi non renderete il mestiere di insegnante un mestiere da sognare, vuol dire che avrete fallito’. Mi ha colpito”.

Contiguo al tema della scuola, è anche quello relativo alla polemica sull’estendibilità del Jobs Act ai dipendenti statali. Renzi ha chiarito: “In Consiglio dei ministri ho proposto io di togliere la norma” sui dipendenti pubblici “perché non aveva senso inserirla in un provvedimento che parla di altro. Il Jobs act non si occupa di disciplinare i rapporti del pubblico impiego. Le regole del lavoro pubblico le riprenderemo nel ddl Madia. La mia idea è che chi sbaglia nel Pubblico paghi. Per chi non lavora bene perché non è messo in condizione di farlo, la responsabilità va attribuita ai dirigenti. Ma per i cosiddetti fannulloni va messa la condizione di mandarli a casa. Ma questo argomento prenderà corpo a febbraio o marzo”.

http://www.tuttoscuola.com/cgi-local/disp.cgi?ID=34970

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IL 2015 SARÀ L’ANNO DELLA SCUOLA!

di Alessandro Giuliani – Lunedì, 29 Dicembre 2014

La promessa arriva dal presidente del Consiglio Matteo Renzi: il cambiamento è iniziato. Non si cambia con una riforma dall’alto ma con un coinvolgimento dal basso. Il premier spiega che però sono da vincere anche tante resistenze: ho incontrato un ragazzo, Federico Bindi, che non è parente. Ci ha detto: ‘A me il progetto non piace perché fintanto che voi non renderete il mestiere di insegnate un mestiere da sognare, vuol dire che avrete fallito’.

“Saremo molto presenti sulla Rai, non nel senso di occupazione di spazio ma nella costituzione di un progetto comune. Il 2015 sarà l’anno di Rai, scuola e cultura che sono tre cose che per me stanno insieme”. A dirlo è stato il premier Matteo Renzi, a quarantott’ore dalla fine del 2014.

Renzi spiega perché crede tanto nell’investimento per l’Istruzione. “La scuola è per un politico serio il luogo per antonomasia. Molti di voi conoscono la mia passione per Tony Blair”. Sulla scuola “usava tre parole: education, education, education. Tutti i ministri della pubblica istruzione hanno detto che avrebbero cambiato la scuola e cosa hanno fatto? La riforma. La riforma che mutava la riforma che mutava la riforma che non aveva fatto in tempo ad entrare in funzione. La parola riforma per la scuola l’abbiamo cancellata”.

Renzi ha aggiunto che “il cambiamento è iniziato. Non si cambia con una riforma dall’alto ma con un coinvolgimento dal basso”.

E ancora: “abbiamo detto, ‘ascoltiamo i cittadini’. Abbiamo 136 pagine di discussione pubblica. Sulla scuola non voglio essere veloce. Voglio che tutti lo interpretino come un tema vicino. È indecoroso per un precario fare il precario a vita. Ma nell’assumerli abbiamo detto: ‘introduciamo criteri di valutazione’. Abbiamo fatto partire un confronto con i ragazzi”.

“Il percorso sulla scuola va fatto coinvolgendo e confrontandosi. Ho incontrato un ragazzo, Federico Bindi, che non è parente. Ci ha detto: ‘A me il progetto non piace perché fintanto che voi non renderete il mestiere di insegnate un mestiere da sognare, vuol dire che avrete fallito’. Mi ha colpito, un ragazzo di 17 anni della quarta. Fare l’insegnante non è il refugium peccatorum che una certa cultura ha fatto passare. Non puoi farlo con 149mila persone a spasso a star dietro alle graduatorie a i telegrammi” di convocazione.

L’ultima battuta di Renzi riguarda i tempi di attuazione del progetto sulla scuola. “Abbiamo fatto tutto quello che abbiamo promesso”. Così il premier Matteo Renzi nel corso della conferenza stampa di fine anno. “In 10 mesi abbiamo fatto tanti errori, ma tutti i procedimenti sono stati avviati, con l’eccezione della scuola, perché abbiamo fatto un dibattito”.

renzi1http://www.tecnicadellascuola.it/item/8449-il-2015-sara-l-anno-della-scuola.html