“Oggi firmiamo 24 progetti di sviluppo, per 1,4 miliardi di euro e 25 mila posti di lavoro tra creati o salvaguardati, l’80% di questi sono in Campania, Calabria, Puglia e Sicilia“. Lo ha annunciato il premier Matteo Renzi in occasione della firma a palazzo Chigi di alcuni accordi di sviluppo, insieme al ministro dello Sviluppo Federica Guidi e al sottosegretario alla presidenza Graziano Delrio…

Delle principali aziende interessate, la metà circa sono straniere“, ha spiegato il premier sottolineando che “700 milioni sono di investimento pubblico”.

I contratti di sviluppo fin qui stipulati riguardano nel 69% dei casi l’industria, seguiti dalla trasformazione dei prodotti agricoli (19%) quindi dal turismo (8%) e dal commercio (3%). Uno dei più “pesanti” riguarda Telecom Italia, che prevede 71 milioni di investimenti per la fibra ottica, anche in Sicilia. Nell’elenco c’è il contratto Stm (semiconduttori) per l’allargamento dell’impianto di Catania.

“Alla fine dei mille giorni l’Italia può essere in condizione di guidare la ripresa economica europea e non essere il fanalino di coda” ha sottolineato Renzi. “Qualche giorno fa alcuni dei nostri commentatori si lamentavano per il fatto che una importante azienda italiana era stata acquisita da un grande gruppo internazionale – ha detto Renzi-. Erano gli stessi che avevano lamentato la mancanza di investimenti stranieri in Italia. Ma o ci lamentamo o perdiamo il controllo, è impossibile lamentarsi delle due cose insieme”.

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