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Richiesta chiarimenti decreto direttoriale n. 7 del 16/4/2012 e successive note e circolari Ministeriali Tra i Paesi dell’UE, l’Italia e’ ai primi posti nella formulazione della normativa sull’integrazione scolastica di alunni diversamente abili.

 

 

Richiesta Cobas al Ministro su immissioni in ruolo e sostegno

di Anna Grazia Stammati * 

Richiesta chiarimenti decreto direttoriale n. 7 del 16/4/2012 e successive note e circolari Ministeriali Tra i Paesi dell’UE, l’Italia e’ ai primi posti nella formulazione della normativa sull’integrazione scolastica di alunni diversamente abili.

A partire dalla Legge n.517/77, che istituiva la figura di insegnati specializzati per le scuole elementari, sino alla Legge Quadro n. 104/92, che ha riconosciuto l’estensione sino alle scuole superiori del diritto alla formazione e della necessita’ di insegnanti specializzati nelle attivita’ didattiche di sostegno ai soggetti in situazione di handicap, la normativa italiana sull’handicap e’ una prova dell’alta coscienza civile i cui i legislatori si sono fatti carico.

Cio’ ha reso possibile una ampia diffusione della cultura dell’integrazione scolastica in tutta la societa’ e, soprattutto, nella classe docente. E’ all’interno di questa cultura che, molti docenti, gia’ abilitati all’insegnamento su discipline specifiche, hanno preso la decisione di intraprendere il pur faticoso percorso di formazione, grazie al quale era possibile acquisire la specializzazione richiesta per legge ai fini di operare, all’interno delle scuole, quali docenti di sostegno.

Un percorso di formazione giustamente faticoso, in quanto mirato a fornire le competenze utili a svolgere azioni didattiche su ragazzi e ragazze sui quali pesa un handicap da superare. Tale percorso aveva assunto, a partire dal 1999, con l’istituzione delle Scuole di Specializzazione all’Insegnamento Secondario (SISS), un’articolazione tesa a garantire l’adeguata formazione dei docenti, la selezione tra i docenti e l’intenzionalita’ della scelta di diventare insegnati di sostegno. Gli attuali docenti di sostegno, iscritti nelle graduatorie ad esaurimento delle provincie italiane, hanno infatti seguito un lungo e costoso percorso che, dopo la laurea e i due anni di abilitazione all’insegnamento su una specifica disciplina (con accesso a numero chiuso), dovevano intraprendere un ulteriore percorso, anche esso a numero chiuso, con esame d’accesso e con costi elevati, per diventare insegnanti specializzati nelle attivita’ didattiche di sostegno. In alternativa, coloro che, dopo la laurea, avevano conseguito l’abilitazione all’insegnamento di una disciplina tramite concorso (l’ultimo era stato bandito proprio nel 1999), potevano accedere ad un percorso, sempre a numero chiuso e con esame di accesso, avente il doppio della durata di quello previsto per gli abilitati tramite SISS. Cio’, presumibilmente, perche’ si riteneva che non si potesse prescindere da concrete conoscenze e competenze per poter formare docenti dedicati alla didattica con alunni in situazione di handicap.

Finita l’esperienza delle SISS, nel corso del 2010, e’ stato istituito un nuovo percorso per diventare insegnanti e per diventare insegnati di sostegno. Il DM n.249 del Ministero dell’Istruzione, dell’Universita’ e della Ricerca, del 10 settembre 2010, ha istituito i Tirocini Formativi Attivi, che ripropongono il principio della intenzionalita’ nella scelta di diventare insegnati, dato che richiedono un percorso che si avvia a partire dall’iscrizione al corso di laurea magistrale e che portano all’abilitazione su di una singola disciplina solo dopo aver acquisito il titolo di laurea e aver dedicato un altro anno ad un percorso programmato a numero chiuso. La normativa sui TFA stabilisce anche le modalita’ per “il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità” (art. 13), che prevedono una selezione tra i docenti laureati e gia’ abilitati all’insegnamento disciplinare, per la partecipazione a proprie spese ad corso con accesso a numero chiuso ed esame.

Da quanto detto, ben si comprende come i docenti di sostegno, iscritti nelle graduatorie ad esaurimento e da anni in attesa del ruolo, siano dei docenti fortemente motivati all’insegnamento di sostegno. Attualmente, le graduatorie ad esaurimento delle provincie italiana sono piene di docenti formati dai percorsi a numero programmato, che hanno richiesto ampia fatica e costi, promettendo in cambio una rapida immissione in ruolo.

In questa situazione si inserisce il Decreto Direttoriale n. 7 del 16/04/2012, che istituisce la riconversione di docenti in sovrannumero, in specifiche discipline, nei ruoli dell’insegnate di sostegno, istituendo un percorso (per meta’ on-line) gratuito e senza limiti di numero. Tale decreto, nel tentativo di dare una soluzione al problema della collocazione dei sovrannumerari, crea un danno diretto ai docenti di sostegno specializzati attualmente in attesa di ruolo e agli alunni in situazione di handicap. Ancora una volta, ci troviamo di fronte alla vanificazione dei contenuti virtuosi di una normativa attraverso azioni amministrative tese a creare soluzioni provvisorie. Non e’ in questione la necessita’ di dover dare una risposta al problema della collocazione dei docenti resi sovrannumerari dall’ultima Riforma della Scuola, ma la scelta di operare tale soluzione ai danni di alunni gia’ svantaggiati e di altri docenti (i docenti di sostegno precari), producendo un’altra emergenza sociale.

Il corso istituito dal decreto direttoriale e’ di un livello decisamente inferiore a quelli seguiti dagli attuali specializzati, la sua frequenza e’ per meta’ on-line (e tolto il numero di assenze consentite, la frequenza reale si riduce a ben poca cosa), il suo essere gratuito e alternativo al possibile licenziamento lo rende ben lontano dall’essere un corso motivante, il suo essere destinato a tutti i sovrannumerari rende evidente come gli alunni in situazione di handicap siano intesi come valvola di sfogo a problemi politici e sociali, come se loro non ne avessero abbastanza di problemi.

La dicitura della specializzazione rilasciata da questo percorso e’ diversa da quella ottenuta tramite SSIS e TFA: essa e’ “specializzazione in attivita’ di sostegno”, mentre gli attuali docenti di sostegno posseggono una “specializzazione in attivita’ didattiche di sostegno”. Ma c’e’ da temere che tale differenza non sia interpretata come una reale differenza nei ruoli, anche se contiene una differenza sostanziale nelle competenze e nella professionalita’, e che i docenti riconvertiti con questo corso vengano collocati al posto di un docente realmente specializzati.

Chiediamo:

  • Di chiarire quante sono le cattedre disponibili per le immissioni in ruolo sul sostegno per l’anno scolastico 2012/2013 e con quale personale si intende coprirle;
  • Di specificare con quali modalità e criteri gli Uffici Scolatici Territoriali e le singole istituzioni scolastiche assegneranno le supplenze a tempo determinato;
  • Di utilizzare i nuovi “specializzati” come risorsa aggiuntiva nella scuola di provenienza senza andare ad intaccare l’organico di sostegno.

In attesa di un riscontro, si porgono cordiali saluti

*esecutivo nazionale Cobas