Voi sapete che la scuola italiana sta a cuore a tutti. E in particolare a chi, dopo anni di attesa, ha una maledetta fretta di iniziare la riforma della secondaria superiore. E al ministero la fretta è tanta. Non importa come, bisogna farla. Così le iscrizioni slittano a marzo, quando lo Zefiro leggero ci accarezzerà il volto e le famiglie saranno più ben disposte, e nel frattempo si pensa al da farsi…di Silvana La Porta

Voi sapete che la scuola italiana sta a cuore a tutti. E in particolare a chi, dopo anni di attesa, ha una maledetta fretta di iniziare la riforma della secondaria superiore. E al ministero la fretta è tanta. Non importa come, bisogna farla. Così le iscrizioni slittano a marzo, quando lo Zefiro leggero ci accarezzerà il volto e le famiglie saranno più ben disposte, e nel frattempo si pensa al da farsi. Come aggirare ostacoli e impedimenti dirimenti? Basta aguzzare l’ingegno. Ce lo svela un interessante articolo di Italia Oggi: la strada sarà quella dei decreti ministeriali. Perchè i pareri parlamentari e del Cds non sono vincolanti, mica come il Senato a Roma che pareva consigliare, ma dettava legge. Creano qualche problemino, ma non tale da non potere essere superato. Scrive Italia Oggi: “Palazzo Spada, oltre a raccomandare una serie di cambiamenti (per esempio l’eliminazione del comitato scientifico) nella versione definitiva con cui i regolamenti saranno licenziati dal consiglio dei ministri, chiede che i provvedimenti attuativi, dalle indicazioni nazionali ai quadri orari, siano adottati con atti aventi forza normativa. Eliminando il riferimento a decreti «di natura non regolamentare». Se questo passaggio fosse inteso come la richiesta di procedere con altri regolamenti, implicherebbe un iter analogo a quello dei regolamenti appena licenziati dal Cds (prima delibera del consiglio dei ministri, parere di Cds e commissioni parlamentari, nuovo sì del cdm). E dunque con tempi non compatibili con le iscrizioni ai nuovi licei, da farsi entro fine marzo (un mese in più rispetto a elementari e medie, per far partire la campagna informativa presso le famiglie).”
Ma la Gelmini, in onore al diktat di Tremonti, sa il fatto suo… Userà i decreti ministeriali. E se I decreti ministeriali non dovessero bastare, “si sta pensando in prima battuta di allegare indicazioni e quadri orari ai regolamenti su licei, tecnici e professionali, al prossimo passaggio al cdm. E non è escluso, ed è l’estrema ratio, il ricorso al decreto legge.”
Insomma quando Mariastella parla, possiamo starne sicuri:«Si parte, per le prime classi, dal prossimo settembre, non è pensabile che ci possa essere nessuno slittamento.” Non c’è remissione dei peccati. Si salvi chi può.

Silvana La Porta