L’orientamento della direzione campana, in rotta di collisione con l’indirizzo ministeriali Estese le chance di lavoro per i docenti delle categorie protette…(da ItaliaOggi)



di Carlo Forte
Via libera all’assunzione dei riservisti anche sugli spezzoni. Ma solo se non sono disponibili cattedre o posti interi. È questo l’orientamento dell’ufficio scolastico regionale per la Campania, che ha emanato una nota sulla questione il 16 settembre scorso (MPI-USPNA-Prot. 1433/9). Il provvedimento interviene sull’annosa questione delle assunzioni dei disabili e degli orfani per lavoro, ai quali viene riservato, rispettivamente il 7% e l’1 % dell’organico.

 

Le assunzioni degli appartenenti alle categorie protette (cosi vengono definite queste tipologie di personale, nella vulgata degli addetti ai lavori) segue, dunque, una procedura agevolata, alla quale vengono assegnati fino ad un massimo del 50 % dei posti da attribuire in ogni tornata di assunzioni. Sia nelle immissioni in ruolo, sia per le supplenze che vengono attribuite nella cosiddetta fase provinciale. E cioè, nella fase in cui gli incarichi vengono attribuiti dall’ufficio scolastico provinciale oppure, fino al 31 dicembre, dalle cosiddette scuole-polo. Fino a qualche anno fa, gli uffici scolastici applicavano le riserve anche agli spezzoni. Anzi, alcuni uffici, assumendo i riservisti in coda agli aspiranti per diritto di graduatoria, finivano per assegnare prevalentemente spezzoni. E siccome, come spesso succede, le interpretazioni mutavano da provincia a provincia, il ministero intervenne nel 2003 con una nota, nella quale veniva spiegato che ai riservisti dovevano essere assegnate solo cattedre o posti interi (3948 del 23 gennaio 2003). La nota, peraltro, non chiariva se dovessero essere assegnate solo le cattedre e i posti vacanti e disponibili in organico di diritto (dunque quelli destinati alle supplenze annuali) oppure anche solo disponibili (cioè destinati alle supplenze fino al 30 giugno). E dunque, a tutt’oggi, gli uffici non si regolano in modo univoco in riferimento a quest’ultimo aspetto. C’è chi distribuisce solo cattedre in organico di diritto e chi estende le riserve all’organico di fatto. E l’ufficio scolastico della Campania è andato anche oltre. Secondo la direzione regionale partenopea, infatti, una volta esaurite le cattedre, è legittimo assegnare anche gli spezzoni. Sempre, però, nel rispetto della capienza della cosiddetta quota di riserva. E cioè, fino a quando non vengano assegnati tutti i posti accantonati per i riservisti. Questa interpretazione, per quanto in rotta di collisione con l’orientamento dell’amministrazione scolastica centrale, affonda le radici nel diverso orientamento della Funzione pubblica che, il 16 giugno scorso (DPF 0028398 p-1.2.3.4), in risposta a un quesito posto da altra amministrazione, ha ritenuto legittimo che le assunzioni dei riservisti si facciano anche in part time. Va detto subito, peraltro, che il part time è cosa diversa dallo spezzone.

Ma si tratta in entrambi i casi di rapporti di lavoro a tempo ridotto. Anche se tra le due soluzioni esiste una differenza sostanziale. Nel caso del part time, la riduzione dell’orario di lavoro avviene su richiesta del lavoratore, mentre lo spezzone nasce ridotto per sua natura. Ma sono comunque di situazioni giuridiche assimilabili. Resta il fatto, però, che la materia delle assunzioni dei riservisti è una vera e propria polveriera. Che ha suscitato nel corso degli anni un intenso contenzioso, che ha coinvolto persino la Corte di cassazione. Sarebbe opportuno, dunque, un intervento del legislatore che recepisse l’orientamento della giurisprudenza e fugasse i dubbi residui.

Note: ItaliaOggi Azienda Scuola 28/09/2010