Il primo romanticismo musicale da Beethoven a Schubert con un piacevole inserto belliniano, l’ouverture della Norma…

Così il Teatro Massimo Bellini di Catania ha inaugurato la Stagione Sinfonica 2017/2018: nel primo tempo sono state eseguite alcune musiche di scena D. 797 composte da Franz Schubert per il dramma Rosamunde, il n. 6 Entr’acte – Andantino, in si bemolle maggiore e il n. 8, Hirtenchor «Hier auf den Fluren» e due brani di Ludwig van Beethoven: Meerensstille und glückliche Fahrt, Cantata in re maggiore, e Coriolano ouverture in do minore op. 62.

 Nella maestosa seconda parte è stata infine eseguita la Sinfonia n. 9 in do maggiore di Franz Schubert.

Beethoven e Schubert. Due musicisti diversi, ma intimamente legati, nella Vienna di inizio ‘800. Una scelta significativa iniziare dunque da due mostri sacri della musica ottocentesca, il titanico Beethoven e il timido insicuro, devoto al Maestro, Schubert. Gianluigi Gelmetti ha diretto vigorosamente, com’è solito, proprio tenendo presente la dialettica tra i due compositori, con accento particolare, soprattutto nella meravigliosa Ouverture del Coriolano di Beethoven,  sulla pregnanza dell’elemento ritmico e l’irrequietudine incalzante del dettato musicale.

L’incessante propulsione ritmica ha poi costituito la cifra dell’esecuzione dell’Incompiuta di Schubert all’insegna di uno slancio trascinante che ha dominato l’orchestra, sempre all’altezza, e il suo focoso direttore. Preciso, puntuale, dotato di grande personalità, Gelmetti convince e inaugura la stagione sinfonica con grandi speranze. Ad maiora.

Silvana La Porta