Ron canta Lucio Dalla a Taormina. E lo fa con grande commozione  e partecipazione, riuscendo a restituire del compianto cantante un ritratto quanto mai veritiero e convincente…

Lucio Dalla,  durante la splendida serata del 12 luglio nell’ambito della rassegna Sesto senso Opera festival, è stato omaggiato nel modo più semplice possibile, proprio come lui avrebbe voluto, da uomo vero e senza fronzoli qual era: con le sue canzoni, suonate da un’ensemble di musicisti davvero bravi, dalla voce sempre soave di Ron, compagno di tante avventure artistiche del cantautore bolognese e da una serie di video riusciti, che hanno fatto da degno sottofondo alla musica.

Inizio inconsueto e quanto mai gradito con il maestro Beppe Vessicchio, che, con la sua consueta simpatia da napoletano verace, ha diretto i solisti del Sesto Armonico proponendo un suggestivo brano di musica armonico naturale, collegando magicamente l’arte e la ricerca scientifica al benessere psicofisico e insegnando al folto pubblico intervenuto come  una particolare organizzazione polifonica sia in grado di stimolare equilibri più “armonici” delle funzioni vitali negli organismi viventi quali piante, animali ed esseri umani.

Il brano in quattro tempi, Ashrama, un apologo sulla vita umana per indicare la via ascetica verso la felicità, è stato impreziosita da disegni con la sabbia della brava Sand Artist Simona Gandòla, in un suggestivo mix di musica e immagini. Subito dopo una vera chicca, l’intervento del prof. Carlo Ventura, ordinario dell’Università di Bologna, che ha divulgato le recenti scoperte sugli influssi benefici che la musica può avere sulle cellule degli organismi viventi.

Poi è stata tutta musica di Lucio Dalla, dall’inizio toccante con Cara al successo sanremese Almeno pensami alla splendida Tu non mi basti mai fino agli immortali successi come 4 marzo 1943, Il cielo, Piazza Grande,  e la deliziosa La casa in riva al mare. Ma non è stata solo musica: Ron ha davvero raccontato Dalla in tutta una serie di aneddoti, che ne hanno restituito l’immagine di un gran signore, eccentrico e contro le regole, sempre pronto ad aiutare i più bisognosi, sempre pronto al cambiamento e all’innovazione, con lo spirito di un pioniere della musica.

Il Sesto senso Opera Festival, dopo l’applaudito Rigoletto, firma dunque un altro grande successo dell’estate taorminese.

Gioiello finale nei bis l’inattesa canzone Le rondini, un vero gioiello di Dalla, il suo testamento spirituale, che ne sintetizza tutta la visione scanzonata e semplice della vita: Vorrei girare il cielo come le rondini e ogni tanto fermarmi qua e là, aver il nido sotto i tetti al fresco dei portici e come loro. quando è la sera. chiudere gli occhi con semplicità…

Silvana La Porta