E’ venuto il momento di dimostrare nei fatti, al ritorno a scuola, il nostro dissenso, che non è da leggersi come rifiuto tout court, dei sindacati della scuola soprattutto sulle regole con cui essi periodicamente misurano la loro rappresentatività, le elezioni RSU. ..Lo possono fare non solo gli iscritti ai sindacati , ma anche i non iscritti. Basta non apporre firme, né di candidatura né di sottoscrizione alle liste, basta saper dir di no al collega, al collaboratore amministrativo o a chi è mandato a chiedere la tua firma dal sindacalista, dal DS , dal DSGA, ecc..; i sindacati avrebbero dovuto, sospendere queste elezioni, e iniziare a cambiare le regole della rappresentatività sindacale, vecchie ormai di circa di 15 anni e tutti insieme ( rappresentativi e non) renderle più democratiche tanto più che oggi non ha più senso una contrattazione ingessata nelle forme e ridotta al nulla come contrattazione delle risorse. Già in questo mese, alcuni hanno compilato le liste, ma poi interrottamente dal 14 gennaio fino al 6 febbraio, con insistenza vi chiederanno il favore di candidarvi, di sottoscrivere, di presentare e/o di appoggiare una lista. Ci sono stati anche casi nel passato di persone candidiate a loro insaputa.

 Ci sarà la lista di questo o quel sindacato, ma ci sarà la lista del DS, quella del DSGA, quella delle Funzioni strumentali, quella dello Staff, quella degli sfigati, quella degli ATA, ecc….; oppure una concertazione per più liste che costituiscono non una mappa organica non di contropotere a quello della dirigenza ma di potere organico che, come sapete, sono anni che opera nella scuola dell’autonomia, malgrado encomiabili iniziative di singole RSU, che però a volte nelle controversie sono lasciate da sole, se non osteggiate.
Diamo un segnale forte una buona volta di protesta, oltre alle disdette, quelle le possono fare solo gli iscritti, far in modo di ridurre il numero delle liste con un boicottaggio attivo e laddove ci sono non votarle, scegliere l’astensione come forma di protesta, come gli italiani stanno facendo in politica, sapendo dire di no anche per affermare un principio di critica a volte anche aspra e ingenerosa che qui tutti affermano sui sindacati della scuola; rendete tangibile la protesta. Tanto le elezioni comunque se proprio avvertite il bisogno della RSU si possono fare in un secondo momento, ma non valgono per la rappresentatività sindacale e tenete conto anche della possibilità di fare voi delle liste senza alcun cappello, o cappellino sindacale, completamente di base Io sono fiducioso, può darsi che un segnale così deciso porti finalmente al cambiamento della rappresentatività ,rompendo una situazione che salvo alcuni casi, oggi è paradossale , oscillando tra clientela e conflitto di interesse.

Libero Tassella