Dopo l’intervento di ieri sulla questione relativa al personale della “Quota96 ”, riceviamo dal prof Giuseppe Grasso, tra i fondatori del Comitato pro “Q96”, una nota con cui si fa ulteriore chiarezza sul’iter legislativo volto a superare definitivamente l’inghippo creato dalla precedente legge sulle pensioni…(da Professione insegnante)

 

La vicenda dei Quota 96 della scuola ha infine preso una piega positiva nell’importante seduta di ieri della XI commissione Lavoro – presieduta da Cesare Damiano – che ha licenziato il «testo unificato» della proposta di legge sui pensionandi della scuola del 1952 stilato dalla deputata Antonella Incerti, del Pd, con il via libero del governo, rappresentato dal sottosegretario al Lavoro Carlo Dell’Aringa.
Il nuovo «testo base» per i Quota 96, adottato dalla relatrice Incerti, «tiene conto delle delucidazioni fornite dal Governo nelle precedenti sedute» e prevede «una riformulazione della disposizione relativa alla copertura finanziaria» che fa ora riferimento a una platea più credibile, rispetto al passato, «di 6.000 potenziali beneficiari». La legge di riferimento per la salvaguardia di questi lavoratori, come recita l’art. 1 allegato al testo in questione, è la 449/97, che fissa al 31 dicembre dell’anno scolastico 2011-2012 la maturazione dei requisiti degli aventi diritto per il pensionamento nella scuola.
Manuela Ghizzoni, del Pd, ha fatto rilevare che «la copertura individuata nel testo non corrisponde ad una mera media matematica tra i calcoli dell’INPS e quelli del MIUR» e che risulta «da una interpretazione ragionata delle informazioni finora acquisite». Per questo ritiene «che la Commissione debba ora procedere speditamente e in piena autonomia lungo l’iter di esame». Annalisa Pannarale, di Sel, ha ribadito «l’esigenza di giungere al vero obiettivo della Commissione», che è quello di «risolvere il problema». Secondo Maria Marzana, del M5S, sarebbe auspicabile, «per avere maggior credito finanziario», che la copertura per la proposta di legge unificata, anziché vertere sulle assise degli alcolici, per un totale di 160 milioni di euro, come richiesto dalla Ghizzoni, fosse in grado di «prevedere forme di coperture alternative che richiamano interventi di natura fiscale», con allusione alla tobin tax, ovvero alla tassazione delle transazioni finanziarie.
Dopo che il rappresentante del governo ha osservato che «nessun intervento a favore dei lavoratori in questione è precluso, dal momento che tutte le parti in causa sono interessate ad una effettiva soluzione della problematica», la XI Commissione Lavoro ha deliberato «di adottare la nuova versione della proposta di testo unificato dei progetti di legge nn. 249 e 1186, elaborata dal relatore, come testo base per il seguito dell’esame in sede referente, sulle transazioni finanziarie».
Il presidente Damiano, sulla base degli interventi, ha concluso che «si è unanimemente convenuto, in ragione dell’urgenza dell’intervento normativo proposto, di non fissare un termine per la presentazione di emendamenti al testo unificato, adottato come testo base» – il che conferma, ancorché implicitamente, che la pdl unificata, a dispetto di qualche divergenza pur esistente, sia passata all’unanimità. Damiano ha infine avvertito che il nuovo testo «sarà immediatamente inviato alle competenti Commissioni parlamentari, per l’espressione del prescritto parere».
Ora la parola spetta alla V Commissione Bilancio per un’attenta revisione delle coperture previste, siano esse derivanti dalle accise sugli alcolici, come proposto dalla Ghizzoni, o invece dalle transazioni finanziarie, come auspicato dalla Marzana.
Un considerevole passo in avanti, insomma, sulla scabrosa avventura di questi sfortunati lavoratori.