A fronte di sentenze a favore da parte di alcune Corte dei Conti ed altre contro…(DA CERIPNEWS)

 


e soprattutto visti i lunghi anni di attesa per ottenere la prima udienza a Palermo, sul riconoscimento della maggiorazione del 18% nelle pensioni dei Dirigenti Scolastici, l’unica strada che hanno ritenuto percorribile alcuni Dirigenti Scolastici in quiescenza è stata quella di avviare un iter parlamentare attraverso un’interrogazione a risposta in Commissione al Ministro per il Lavoro e delle Politiche Sociali, che è stata presentata dall’on. Alessandra Siragusa (PD).
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Di seguito l’interrogazione.
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Interrogazione a risposta in Commissione 5-05568

presentata da

ALESSANDRA SIRAGUSA
giovedì 20 ottobre 2011, seduta n.539


SIRAGUSA. –

Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali.

– Per sapere – premesso che:

alcuni dirigenti scolastici residenti a Palermo, in sede di liquidazione del trattamento pensionistico avvenuto con provvedimento dell’INPDAP, non si sono visti computare la maggiorazione del 18 per cento – prevista dall’articolo 15, della legge 29 aprile 1976 n. 177 – all’intera voce «stipendio tabellare» comprensiva quindi della, «ex voce retributiva indennità integrativa speciale (IIS)», come risultante dall’applicazione dei contratti nazionali del lavoro area V dirigenza scolastica del 1° marzo 2002 e dell’11 aprile 2006;

la cosiddetta quota A della pensione è stata di fatto calcolata senza la maggiorazione della quota relativa alla IIS nonostante questa risultasse conglobata nello stipendio tabellare annuo lordo a decorrere dal 31 dicembre 2001 (articolo 40, comma 3, del contratto collettivo nazionale del lavoro 1° marzo 2002, Area V dirigenza scolastica);

si vorrebbe pertanto attribuire all’IIS una voce retributiva a s’è stante e tuttora vigente laddove una corretta interpretazione dei contratti nazionali del lavoro porta ad affermare che l’IIS medesima sia confluita, a tutti gli effetti giuridici ed economici, nella voce stipendio tabellare (si veda anche la sentenza n. 380 del 2008, del 21 ottobre 2008 della Corte dei conti – sezione giurisdizionale per la regione Marche);

l’articolo 76, comma 3, del contratto collettivo nazionale del lavoro, dispone che l’indennità integrativa speciale, a decorrere dal 1o gennaio 2003, nella misura attualmente spettante, cessa di essere corrisposta come singola voce retributiva ed è conglobata nella voce tabellare.. Il successivo articolo 79, comma 3, prevede che il conglobamento sullo stipendio tabellare dell’indennità integrativa speciale, di cui all’articolo 75, comma 3, del contratto collettivo nazionale del lavoro, non modifica le modalità per determinare la base di calcolo in atto del trattamento pensionistico anche con riferimento all’articolo 2, comma 10 della legge n. 335 del 1995. L ‘articolo 79 riguarda soltanto il trattamento pensionistico. Il vigente contratto collettivo nazionale del lavoro dispone all’articolo 78 che gli stipendi tabellari previsti dall’articolo 2, comma 2, del contratto collettivo nazionale del lavoro 7 dicembre 2005 sono incrementati dalle misure mensili lorde, per tredici mensilità. Non viene più richiamato dall’articolo 81 che, ai fini pensionistici, l’importo corrispondente alla IIS debba essere escluso dalla maggiorazione ai fini pensionistici come avveniva nel precedente contratto collettivo nazionale del lavoro;

la questione della perequazione del trattamento pensionistico sulla base dei miglioramenti economici conferiti al personale di pari qualifica in attività di servizio, secondo quanto affermato dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 501 del 1988, è stata oggetto della sentenza n. 70 del 2005 del 26 gennaio 2005 – sezione giurisdizionale Puglia della Corte dei conti;

in tale sentenza, seppur avente come soggetto un’amministrazione diversa da quella di cui sopra, si stabilisce che «In applicazione, quindi, degli articoli 36 e 38 della Costituzione ritiene questo Giudice, per le considerazioni sopra espresse, che debba essere affermato il diritto del ricorrente alla riliquidazione del trattamento pensionistico da parte del Ministero della Difesa con aggancio ai miglioramenti economici concessi al personale di pari qualifica ed anzianità in attività di servizio, con decorrenza dal collocamento a riposo» -:

se il Ministro sia a conoscenza di tale situazione e del trattamento diverso riservato a soggetti nelle medesime condizioni e se non intenda riconoscere a tutti i dirigenti scolastici in quiescenza il riconoscimento del medesimo trattamento pensionistico, comprensivo della maggiorazione del 18 per cento – prevista dall’articolo 15 della legge 29 aprile 1976, n. 177, all’intera voce «stipendio tabellare».
(5-05568)