Negli ultimi due anni in Sicilia si sono persi 12000 posti…(da La Sicilia)


Negli ultimi due anni in Sicilia si sono persi 12.550 posti nella scuola di cui 3.000 solo a Catania. Nell’anno scolastico in corso, la provincia di Catania perde 765 posti tra i docenti e 381 tra il personale Ata. Ma quel che è ancora più grave è che il sistema scuola non è più in grado di garantire la formazione di qualità delle giovani generazioni.
E’ la Cgil di Catania che disegna il difficile quadro del settore della conoscenza a Catania. Proprio ieri pomeriggio si è tenuto un importante esecutivo a cui hanno partecipato, oltre al segretario generale della Camera del Lavoro Angelo Villari e la sua segreteria, tutti i segretari delle categorie. Il sindacato punta il dito essenzialmente con le scelte del governo nazionale. «Su questi temi la Camera del lavoro sta impegnando tutte le sue strutture con una concentrazione di forze eccezionale – sottolineano Villari e Giusi Milazzo, segretario confederale – La riunione è stata convocata per fare il punto sulla difficilissima situazione in cui versa la nostra provincia dal punto di vista occupazionale e sociale e ha messo al primo posto il problema dei tagli nel settore della conoscenza, compresa l’Università. Non a caso sosterremo e parteciperemo alla manifestazione alla manifestazione del 18 a Palermo indetta dalla Cgil e dalla Flc. In quell’occasione è stato chiesto che il presidente Lombardo e l’assessore Centorrino incontrino il sindacato. Saremo anche il 12 settembre a Messina per “un ponte per la scuola” con la presenza di lavoratori di tutti i settori».
L’operazione di smantellamento in corso con più di 10 miliardi di euro sottratti ad un settore che , secondo il rapporto Ocse era già in forte sofferenza nel 2008, sta producendo conseguenze gravissime. Ma veniamo all’Università di casa nostra. Catania perde circa 40 milioni del fondo ordinario di Ateneo passando da 202 milioni nel 2008 a 160 milioni nel 2011.
«A causa delle scelte del governo nazionale sull’esigenza del numero chiuso – proseguono Villari e Milazzo – circa 3.000 studenti non potranno accedere ai corsi universitari. A questo si aggiunge l’espulsione di tanti giovani precari della ricerca e dei servizi amministrativi (il 50% non avrà alcuna possibilità di proseguire il rapporto di lavoro) e il progressivo e sostenuto aumento delle tasse, tutti elementi che penalizzano gravemente i giovani ,impediscono la mobilità sociale e impoveriscono ulteriormente il nostro territorio di intelligenze e competenze».
«La pesantissima riduzione dell’offerta formativa, il sovraffollamento delle classi, la precarizzazione del lavoro e i drastici tagli stanno comportando particolarmente al Sud una vera e propria emergenza. La Sicilia è infatti la regione dopo la Campania che ha subito i tagli maggiori sia per il personale docente che per gli Ata. Le ragioni che sollecitano la nostra organizzazione tutta a mettere al centro il tema della conoscenza sono tante e attengono alla consapevolezza che questo stato di cose non farà che aumentare il divario del Sud con il resto del paese contribuendo a negare anche il futuro. E’ stata sottolineata l’importanza del coinvolgimento dei lavoratori dei genitori e degli studenti per ampliare la consapevolezza del delitto che si sta consumando ai danni della collettività. Per questo la vertenza che riguarda scuola e università vedrà mobilitata tutta l’organizzazione e tutti i settori e saranno effettuati incontri e assemblee nei posti di lavoro, punti di informazione e volantinaggi in città e in provincia».

11/09/2010