LA PRESIDE DELLA SCUOLA TIZIANA SALLUSTI: «ABBIAMO POCHI FONDI»

Appello dello storico liceo sul sito web dell’istituto: «Dona un pc per informatizzare le aule»(da roma.corriere.it)

 La scuola nell’era 2.0 difetta della materia prima: i computer. E, in assenza di fondi, i presidi le provano tutte. Così si ricorre (anche) alle donazioni e all’usato. L’iniziativa viene, ed è la prima volta tra gli istituti più blasonati della Capitale, dal liceo classico Terenzio Mamiani, storico liceo di Prati, stretto tra il lungotevere e piazza Mazzini. Al Mamiani, roccaforte delle rivolte negli anni della contestazione, parte la raccolta dei computer usati: «Dona un pc al liceo Mamiani, aiutaci ad informatizzare tutte le aule», è l’avviso apparso (in rosso) sul sitodell’istituto di viale delle Milizie negli ultimi giorni.

Le riforme che arrivano dal ministero parlano di registro elettronico ed ebook (che stando ai dati permetterebbero alle famiglie di risparmiare il 30 per cento sull’acquisto dei libri), ma senza strumenti informatici, commentano all’unisono i dirigenti scolastici, la svolta digitale diventa impossibile: «Il passaggio ai registri elettronici richiede che ci sia almeno un tablet per insegnante o un computer in ogni classe», spiegano i presidi. E, come il Mamiani, sono decine le scuole che lanciano l’allarme: a Roma la quasi totalità dei 1800 plessi scolastici non dispongono di un numero sufficiente di computer. «Questa iniziativa è nata ora, e vuole consentire a ogni aula di avere un computer da utilizzare per il registro elettronico e la didattica – spiega la preside del liceo Mamiani, Tiziana Sallusti -. Proviamo a costruire una sinergia con le famiglie, dato che i fondi sono esigui».

I computer dovranno essere in buono stato e avere delle caratteristiche basiche per poter essere utilizzati a scopo didattico. Per le donazioni bisogna rivolgersi alla scuola e, secondo quanto riferiscono da viale delle Milizie, sono bene accetti anche monitor funzionanti e tastiere ben conservate. Aggiunge la Sallusti: «Ovviamente le donazioni devono essere adeguate, come prevede la normativa, non devono costituire un onere per la scuola, insomma, non vogliamo diventare una discarica! Troppo spesso – continua la preside – si cambia il computer in casa ma non perché sia in pessimo stato». Per sapere quale sarà la risposta delle famiglie, e non solo, bisognerà aspettare qualche giorno: «Nelle prossime settimane sapremo dire se le famiglie hanno aderito a questa campagna – conclude Tiziana Sallusti – la precedente “Dona un vocabolario al Liceo” ha sortito effetti positivi».

L’idea di raccogliere computer usati è nata al Nord, a Reggio Emilia, Modena e in altre città e ora anche a Roma le scuole cominciano a farsi sentire: «Servono più computer». Lo scorso anno il liceo Newton ha avviato la sperimentazione dei registri elettronici solo nella sede succursale dove ci sono un sufficiente numero di tablet. Mentre al Tasso partì con la sperimentazione online solo un terzo delle classi. Tra apocalittici e integrati c’è chi vede nell’iniziativa una buona cosa: «Tutti abbiamo computer ancora in ottime condizioni che spesso non sappiamo come smaltire perché allora non darlo alla scuola?». E chi non ci sta: «Come si può sbandierare la rivoluzione digitale senza pc e, a volte, con collegamenti internet scarsi? Non si cambia la scuola a costo zero».

Simona De Santis