A Pavia si prepara a una nuova class action nel mondo della scuola…

Dopo quella sulle pensioni dei «quota 96» (i docenti con 36 anni di servizio e 60 d’età impossibilitati ad andare in pensione dopo la legge Fornero) e quella dei precari storici (che aspettano la sentenza dell’Europa) ci sono ora 140 tra docenti e bidelli pronti a far sentire la propria voce in materia di trattenute in busta paga per il Tfr, trattamento di fine rapporto.

Di che si tratta? Il personale della scuola fino al 2011 non aveva il Tfr come il settore privato, ma il «Tfs», il trattamento di fine servizio: nome diverso e diverso soprattutto il sistema di calcolo. Da subito c’era stato un contenzioso. Il trattamento di fine servizio (Tfs) prevede l’applicazione di un 2,5% dell’80% della retribuzione imponibile in busta paga e a carico del lavoratore, non previsto invece nel Tfr. Con il passaggio a quest’ultimo il personale della scuola ha continuato a vedersi “sottratto” dalla busta paga quel 2.5 per cento dello stipendio. Ci sono state diverse cause in tutta Italia, e ora anche Pavia si sta organizzando. «Con un ricorso collettivo che presentiamo come Uil Scuola – spiega l’avvocato Luisa Flore – e che riguarda 140 persone. Depositeremo tutto in questi giorni». «Con la trasformazione di quella che chiamiamo “la buona uscita” non è stata tolta la trattenuta del 2,5 per cento dallo stipendio – spiega Luigi Verde, sindacalista della Uil Scuola – Da subito i sindacati avevano chiesto di non trattenere più questa percentuale. L’aliquota prevista per il Tfr è del 6,9 per cento e il Trattamento di fine rapporto che per legge era stato esteso alla scuola non prevede anche il 2,5 per cento a carico del lavoratore. Ma questo prelievo dalla busta paga è rimasto». Il provvedimento – spiegano poi i sindacalisti della Uil – riguarda solo gli assunti dopo il 2001, perché per tutti gli altri era rimasto il vecchio sistema di calcolo, quindi con la corretta trattenuta nello stipendio. La risposta alla richiesta dei sindacati? «Avevano risposto che se avessero rimesso in busta paga quel 2,5 per cento ci sarebbe stata una differenza fra gli stipendi tra il personale toccato o meno dalla novità – sottolinea Verde – una spiegazione che non regge molto».

Cosa chiede il personale coinvolto nella class action? «Intanto per chiedere che venga tolta questa trattenuta dallo stipendio – spiega Luigi Verde – in provincia di Pavia è la prima causa che viene promossa in questo senso. E poi chiediamo anche la restituzione di quanto versato». Si possono fare delle stime, poiché il calcolo viene fatto sullo stipendio che cambia in base all’anzianità ed è diverso fra docenti e collaboratori scolastici. Le trattenute mensili variano da 30 a 80 euro al mese. Si parla quindi, in media, di mille euro circa a persona. La class action di Pavia “vale” dunque una richiesta economica che si aggira attorno ai 140mila euro.

@mariannabruschi

http://laprovinciapavese.gelocal.it/cronaca/2014/06/30/news/scuola-la-class-action-in-140-chiedono-rimborsi-sul-tfr-1.9510468