Il presidio all'Ufficio scolasticoGenitori soprattutto, ma anche insegnanti delle scuole bolognesi danno vita all’originale protesta che prende il via oggi alle 15. Tutto accade in via Castagnoli, tra l’ingresso dell’Ufficio scolastico regionale e l’ingresso del giardino del Guasto.

 

 

 

 

 

 

La protesta di genitori e insegnanti

Scuola, contro i tagli via allo sciopero della fame

«Protesta a staffetta fino al 26 maggio»

Il presidio all'Ufficio scolastico

Il presidio all’Ufficio scolastico

 

Sciopero della fame a staffetta «perché non ci rassegniamo a una scuola affamata a cui è stato tagliato il pane, cioè l’essenziale». Genitori soprattutto, ma anche insegnanti delle scuole bolognesi danno vita all’originale protesta che prende il via oggi alle 15. Tutto accade in via Castagnoli, tra l’ingresso dell’Ufficio scolastico regionale e l’ingresso del giardino del Guasto.

Mamme, babbi e maestri, almeno quattro insieme contemporaneamente, si asterranno dal mangiare per alcune ore, giorno e notte, fino al 26 maggio quando è stato richiesto (ma non ancora concesso) un incontro con il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale. Ad accompagnarli, durante le ore del tardo pomeriggio eventi, piccoli spettacoli, letture, laboratori per i bambini, cacce al tesoro e la presenza di sostenitori e artisti. «La scuola pubblica è già stata ridotta alla fame, è ora di dire basta», dicono in coro i promotori. Tutto è nato a fine aprile in un’affollata assemblea alle Longhena, scuola da sempre in prima linea nella difesa del tempo pieno e dell’istruzione pubblica. «Eravamo in un’ottantina, molto arrabbiati — spiega Giancarlo Vitali, papà di Nina che è in terza —, volevamo organizzare una protesta forte, avevamo pensato di andare sui tetti, poi abbiamo scelto lo sciopero della fame».

L’idea è stata portata all’Assemblea genitori e insegnanti delle scuole di Bologna, che l’ha fatta subito sua. Sono per ora una sessantina i genitori che partecipano alla staffetta e una decina gli insegnanti. Vitali si prepara ad astenersi da cibo e acqua per una trentina di ore, scaglionate in diversi momenti. «In questi anni ho visto sgretolarsi il modello di tempo pieno — chiarisce il papà —, sono sparite le ore di compresenza e non ci sono più due insegnanti per classe, e la colpa è dei tagli voluti da questo governo». A scioperare ci sarà anche Francesco Errani, papà delle Longhena, «sono figlio del tempo pieno — dice —, lo frequentavo negli anni ’70, ho vissuto la qualità di questo modello che ora i nostri figli rischiano di non poter più avere». Marina D’Altri, due figli alle Cremoni Ongaro, si scaglia contro i tagli della riforma Gelmini, «quelli della terza tranche mettono la scuola in una situazione umiliante — dice —, alle medie sono al collasso, costrette a fare classi con 27-29 alunni, con uno e due certificati, l’insegnante e quello di sostegno, magari in aule che possono contenere in tutto 25 persone. Ma quest’anno non lo faremo passare, siamo pronti a fare ricorsi».

Allo sciopero della fame partecipa anche Mirco Pieralisi, insegnante alle Mattiuzzi Casali e neoeletto consigliere comunale, «sciopero come insegnante perché tolgono qualità al mio lavoro, come genitore perché penso al futuro di mio figlio che ha meno ore a scuola e come consigliere perché la scuola riguarda il futuro di tutta la città e della società». C’è anche Giovanni Cocchi, papà e docente alle medie Guercino, «non ci rassegniamo al fatto che i nostri bambini siano stretti nelle aule come sardine e che non siano rispettati i diritti dei più deboli», dice, «non ci rassegniamo alla scuola affamata». A fare da riparo notturno ai digiunatori viene allestita una tenda all’angolo con il giardino del Guasto. Oggi dunque si inizia. Dalle 16.30 in poi arrivano anche i primi artisti. Francesca Ballico legge filastrocche di Tognolini, Giuliano Bugani interpreta corti teatrali sulla Costituzione, Davide Lora legge da «La fila della diversità» di Ascanio Celestini. Alle 17,30 interviene l’attore Ivano Marescotti, papà di Iliade che va alle Longhena.

Marina Amaduzzi – 19 maggio 2011