Nella scuola italiana esiste un imperativo categorico, che non è la voce della coscienza di kantiana memoria. No. E’ un imperativo che recita così: progettate. La scuola è una progettazione continua, una creazione infinita di progetti. Mamma mia, quant’è diventata creativa ‘sta scuola….di Silvana La Porta

 


Mica si insegna a leggere, a scrivere, a far di conto, a ragionare, a collegare concetti in una trama coerente e organica. No. Queste sono cose superate. Vecchie, obsolete pratiche di un tempo. Oggi si progetta. Perchè arrivano tanti bei soldini. E se non si progetta, non si incassa. Mica qualcuno dice agli insegnanti che sanno insegnare bene la loro materia, che magari hanno acceso una luce negli occhi dei loro alunni, che adesso che conoscono Leopardi hanno una marcia in più. Macchè. E chi se frega, che è questa l’offerta formativa di una istruzione del 2000, ma che facciamo, scherziamo?
Le scuole ricevono fondi per progetti, attraverso i finanziamenti della legge 440/1997 e di altre norme per la qualificazione dell’offerta formativa. E tutti a caccia di idee. Ma sì: nell’ambito linguistico un bel progetto di potenziamento delle abilità, ma non studiando l’italiano, ahimè spesso sconosciuto anche agli adulti, ma soprattutto natia lingua straniera per tanti giovani. No, meglio il cinese o l’arabo, sono idiomi più trendy, fanno moda. E poi idee ne vengono tante altre alle scuole per incassare questi fondi: come il corso di scacchi, di tiro con l’arco, di ceramica e chi più ne ha ne metta.
A scuola si progetta e guai a chi non progetta, come si fa senza progettare?
E poi bisogna stare attenti. Perchè se arrivano i fondi e restano inutilizzati nelle casse delle scuole, sapete che cosa accade? Che il Miur si riprende i soldi. Cioè li vuole restituiti. Tuttoscuola ci informa infatti che “nel maggio scorso il Miur ha disposto un monitoraggio su tutte le istituzioni scolastiche statali per conoscere “l’entità dei fondi non spesi assegnati alle scuole dall’Amministrazione centrale, dagli Uffici scolastici regionali e provinciali per la gestione di attività o progetti di competenza dell’amministrazione (esempio, formazione lingue 2000, attività di orientamento, spese per acquisti di beni e servizi..”). Evidentemente la rilevazione ha avuto un esito molto interessante, soprattutto per il Mef alla ricerca continua di risorse finanziarie, tanto che uno specifico articolo della legge 167/2009 ha previsto il recupero delle somme inutilizzate da almeno un triennio.Dopo quella legge è arrivata ora la disposizione applicativa (avviso Miur del 22 gennaio 2010) che impone alle scuole di considerare accantonati e non disponibili i fondi comunicati nel monitoraggio di maggio e non utilizzati nel triennio.”
Insomma facciamoci venire tante belle e creative idee, progettiamo, inventiamo, escogitiamo. Se no lo Stato ritira i fondi e mica li investe nell’aumento degli stipendi normali dei docenti, no, se li pappa e non tornano più. E lasciamole perdere le attività tradizionali, la scuola è tutto un progetto, credetemi. Non sempre, purtroppo, andato a buon fine, visti i risultati della nostra istruzione.Altro che arricchimento e ampliamento dell’offerta formativa…

Silvana La Porta