altInoltre il pomeriggio i bambini della classe a modulo invece di tornare a casa vengono divisi tra le altre due classi a mo’ di parcheggio. Quindi ogni classe avrà fissi 10 ospiti il pomeriggio che dovranno fare i compiti per il giorno dopo e non seguire la didattica della classe che li ospita… situazione assurda.

 

 

 

 

 

 

 

Scuola, le vostre denunce 

Scrivete a dilatua@ilmessaggero.it

A causa dei tagli effettuati dal ministero dell’istruzione, una classe 3^ e una 4^ del Liceo Scientifico G. Galilei di Modica (RG), Corso di studi ordinario, verranno smembrate e gli alunni distribuiti in altre classi. Si verranno a formare classi di 30 o più alunni per le quarte e un’unica classe di più di 50 alunni per quanto riguarda le terze. Il ministero non ha, infatti, concesso alla scuola la formazione di una seconda classe terza, con corso di studi ordinario, poiché essendo gli alunni complessivi, tra ordinario e PNI (progetto nazionale informatica), 132, per il ministero sono sufficienti solo 5 classi. Non è stato, però, tenuto in considerazione che rimangono 4 classi PNI ed una sola con corso di studi ordinario, costringendo i docenti a lavorare in condizioni impossibili. Le classi “pollaio” dovranno quindi fare lezione in auditorium e nell’androne della scuola per rispettare le norme di sicurezza previste, in mancanza di classi che possano contenere più di 23 alunni. Lo stesso per le classi quarte: 135 studenti, 7 classi necessarie (4 PNI, 3 ordinario); solo 6 classi concesse (4 PNI, 2 ordinario), di cui le due ordinario hanno 30 alunni per classe. Si è già mosso sia il comitato studentesco per organizzare manifestazioni sia l’associazione dei genitori, che con una diffida chiede al ministero la concessione delle classi per garantire agli studenti lo svolgimento dei piani di studi.
Egidio Giurdanella


I genitori della scuola Chico Mendez di Roma, della classe 3 elementare sezione B, rende noto il grave disagio che si verifica oramai da tre anni nella nostra sezione, alla quale e stata assegnata un’insegnante di ruolo, che non si e mai presentata presso la nostra scuola. Abbiamo saputo solo ora, in quanto per i due anni precedenti ci e stato tenuto nascosto, che l’insegnante in questione vive in Calabria, ed alla fine di ogni anno scolastico chiede “appoggio”presso una scuola calabrese che puntualmente, da tre anni, le viene concesso. Fino a che l’insegnante di ruolo non otterrà il trasferimento nella regione in cui vive continuerà con “suo diritto” a chiedere ogni volta appoggio, e se le verrà concesso come sta accadendo ogni anno, anche in IV ed in V elementare i nostri figli dovranno avere un’insegnante ogni anno diversa. Noi genitori rivendichiamo il DIRITTO DEI NOSTRI FIGLI, (perché non deve esistere solo quello dell’insegnante) bambini di solo 8 anni, che debbono con grande sforzo adeguarsi ai diversi metodi di insegnamento, perdendo tempo prezioso a livello didattico e, cosa molto importante, affrontare emotivamente i ripetuti cambiamenti impostigli. Chiediamo rispetto per il diritto ad un’istruzione adeguata di ogni bambino, e pertanto l’assegnazione di un insegnante di ruolo titolare.
I genitori

Sono un insegnante di sostegno di ruolo e lavoro in un liceo artistico. Le ore di sostegno sono ridotte. Solo dopo insistenze, proteste e qualche ricorso da parte dei genitori forse potremo avere almeno i livelli degli anni passati. E’ vero che il numero degli insegnanti di sostegno è aumentato (di poco) ma il numero degli studenti diversamente abili, nonostante la “caccia ai falsi invalidi” ma soprattutto l’eliminazione dei diritti agli aventi titolo, è aumentato in maniera significativa. Nella mia scuola non c’è il dirigente scolastico bensì un reggente titolare di un’altra scuola ben più importante e prossimo alla pensione. Presso la Sede l’abbiamo visto non più di tre volte. Ancora mancano dei supplenti. Il Fondo di Istituto risulta inadeguato e saranno pressoché a titolo di volontariato effettuare alcune attività. Sentendo in giro la soddisfazione, od il senso di appartenenza, nell’essere insegnanti cioè coloro che “plasmano”il futuro di un Paese civile è ai livelli minimi. Rispetto dell’orario, nessuna discussione, il neo assunto che non avrà scatti per i prossimi nove anni e quindi è discriminato è un problema suo, del “collega” di religione nominato senza alcuna abilitazione ma su indicazione del vescovo e con vari privilegi retributivi non si può parlare ne lo fanno i sindacati soprattutto quelli collegati a partiti politici, della collega precaria da lustri in servizio l’anno scolastico scorso ed ora non confermata e quindi in mezzo alla strada non si fa cenno, …. si spera che passi la nottata. Per fallire hanno detto che all’Italia servono altri tre anni confermo che è così anche per la scuola pubblica italiana.
Le colporteur

Quest’anno le classi III della scuola elementare di via Taverna a Roma avrebbero dovuto subire un cambiamento: la soppressione di una sezione. Cioè le tre classi terze sarebbero dovute diventare due ognuna con più di 26 bambini. Il provveditorato in seguito alle proteste dei genitori e a un evidente problema di spazio, non ha soppresso la terza classe, ma ha disposto due classi a tempo pieno e una classe a modulo. Inoltre il pomeriggio i bambini della classe a modulo invece di tornare a casa vengono divisi tra le altre due classi a mo’ di parcheggio. Quindi ogni classe avrà fissi 10 ospiti il pomeriggio che dovranno fare i compiti per il giorno dopo e non seguire la didattica della classe che li ospita… situazione assurda. Mi chiedo i motivi che il provveditorato ha accettato validi per non sopprimere la classe, il pomeriggio non esistono più?
C.

Lunedì 19 Settembre 2011 – 21:53

http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=41311&sez=HOME_SCUOLA&npl=&desc_sez=