Il Fondo che finanzia il funzionamento delle scuole, quindi, viene incrementato per far fronte a spese già decise, a ritardi nei pagamenti ma per quanto riguarda lo stanziamento effettivo relativo al 2015, diminuisce, con buona pace della carta igienica assicurata a tutti (by Stefania Giannini).

Scuola, ma quali miliardi: stanziati solo 240 milioni / “Dilettissimi Scholarum Dirigentes”

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Rispetto al 2014, l’incremento di risorse è minimo, ai livelli del 2012

Ridotto invece il fondo per il funzionamento degli istituti. [Faraone non informato …. ]

Scuola, ma quali miliardi: stanziati solo 240 milioni

di Salvatore Cannavò – Il Fatto Quotidiano – 25 settembre 2015 – pag. 10

Si svolta, si riparte, finalmente la scuola è al centro della politica. Ma quanti soldi sta mettendo, davvero, Matteo Renzi, sulla scuola? Molto meno di quanto dichiarato.

Basta leggere il documento votato in commissione Cultura sull’assestamento di Bilancio. Alla fine si tratta di 242 milioni in più rispetto al 2014. Una cifra che non riporta il bilancio dell’Istruzione nemmeno ai livelli del 2012.“Il miliardo in più millantato dal governo Pd per la Buona scuola – commenta il deputato del M5S, Luigi Gallo – semplicemente non esiste”.

I numeri non sono facili da decifrare perché il bilancio italiano è ancora scandito da due voci: “Il conto per competenza”e“il conto per cassa”.La prima voce misura esattamente quanto, delle entrate e delle uscite, è riferibile all’anno solare mentre la seconda, misurando i flussi di cassa, comprende pagamenti riferibili ad anni precedenti e successivi.

PRENDENDO COME riferimento il “conto per competenza” scopriamo quindi che rispetto al saldo definitivo del 2014,pari a 52.817 milioni, il 2015 era cominciato con una previsione al ribasso: 52.605 milioni stanziati dalla Legge di Stabilità del 2014, quella che reca le previsioni iniziali di spesa.

Nell’anno della “buona scuola”, paradossalmente, si prevedeva una spesa per l’Istruzione di 52.605 milioni, 212 in meno rispetto al 2014. Addirittura, se si fa il confronto nel conto di cassa, si stabiliva una diminuzione previsionale per il 2015 di oltre 2 miliardi di euro. Chiaro, quindi, che si stava delineando una situazione di grave ritardo rispetto a impegni presi in passato come dimostra la consistenza dei residui 2014, superiori ai 3,5 miliardi.

Il governo, dunque, è corso ai ripari e ha adottato le opportune variazioni già nel periodo gennaio-maggio 2015. Queste hanno riguardato un aumento delle dotazioni di competenza di 441,1 milioni e di quelle di cassa di 541,1. A queste variazioni si aggiungono poi quelle decise dal ddl Assestamento approvato dal Parlamento, alzando ancora di 13 milioni il Conto di competenza e di 1.919,2 milioni quello di cassa sanando lo sbilancio precedente.

Ne viene fuori una situazione di questo tipo: sul conto di competenza, l’incremento di bilancio è pari a 242 milioni di euro mentre quello di cassa aumenta di 398 milioni. Si tratta di cifre molto lontane dai vari miliardi esibiti sia dal presidente del Consiglio che dalla ministra Stefania Giannini.

L’INCREMENTO di gran lunga più consistente all’interno delle varie voci su cui è articolato il bilancio (le “missioni”) riguarda “l’Istruzione scolastica” con un più 438,3 milioni. Qualcosa va anche alla “Ricerca e Innovazione” con più 18 milioni (ma ne aveva persi 600 nel 2014) a scapito dell’”Istruzione universitaria” che perde 9,8 milioni. “Più in particolare – si legge nella nota di Assestamento – si evidenzia che gli stanziamenti relativi al Fondo per il funzionamento delle Istituzioni scolastiche registrano un decremento di 4 milioni in conto competenza e un incremento di 421 milioni in conto cassa”.

Il Fondo che finanzia il funzionamento delle scuole, quindi, viene incrementato per far fronte a spese già decise, a ritardi nei pagamenti ma per quanto riguarda lo stanziamento effettivo relativo al 2015, diminuisce, con buona pace della carta igienica assicurata a tutti (by Stefania Giannini).

http://rstampa.pubblica.istruzione.it/utility/imgrs.asp?numart=4BY5GL&numpag=1&tipcod=0&tipimm=1&defimm=0&tipnav=1

https://triskel182.wordpress.com/2015/09/25/scuola-ma-quali-miliardi-stanziati-solo-240-milioni-salvatore-cannavo/

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[Faraone non informato perché assorbito dall’estensione della 4ª Enciclica “Dilettissimi Scholarum Dirigentes”]

#4 Cari dirigenti scolastici, #labuonascuola è già in atto

Posted on1 Day Ago by sottosegretariofaraone

Cari dirigenti scolastici,

è iniziato un nuovo anno scolastico, un anno veramente nuovo, di cambiamenti rivoluzionari. La Buona Scuola è diventata legge e grazie ad essa ogni istituto scolastico del nostro Paese avrà più risorse e nuove opportunità per rispondere alle esigenze degli studenti e della società intera. Realizzando davvero l’autonomia. Abbiamo dato più forza e più responsabilità a ciascun componente della comunità scolastica: ai dirigenti scolastici, al Collegio dei docenti, al Consiglio d’Istituto con al suo interno docenti, genitori e studenti. L’unico ruolo che viene ridimensionato è quello del Ministero. Una nostra scelta ben precisa, presa in virtù del rafforzamento dell’autonomia scolastica.

Le scuole sono autonome, sulla carta, da oltre 15 anni, ma solo adesso, grazie alla legge 107, hanno risorse economiche e professionali per far sì che le scelte educative possano essere sempre più consapevoli, basate sulle diverse realtà, e compiute utilizzando l’autonomia come strumento fondamentale per realizzare gli obiettivi.

Un traguardo ambizioso, difficile sicuramente, ma stimolante per quanti operano e vivono nella scuola con entusiasmo e hanno la volontà di raccogliere questa bella sfida per il futuro dei nostri ragazzi che vuol dire il futuro del nostro Paese. Una sfida che introduce sì nuove responsabilità ma è accompagnata da adeguate risorse.

Il  piano triennale dell’offerta formativa diventa lo strumento fondamentale per definire in maniera strategica il progetto della scuola. A ottobre 2015 dovrà essere elaborato per il triennio 2016/2019, in tempo per poter presentare la proposta prima delle prossime iscrizioni. Il Pof di quest’anno scolastico è di fatto già avviato e tiene conto delle verifiche fatte al termine dello scorso anno.

Si potrà contare non solo sul raddoppio del fondo per il funzionamento ordinario (parliamo di 233 milioni), ma soprattutto avere certezze sia in merito alle cifre degli stanziamenti che ai tempi di erogazione dei fondi, fondi che per la prima volta sono disponibili già da settembre. E a questi si aggiungeranno via via anche le risorse per il Piano digitale, con finanziamenti stabili per l’assistenza e la manutenzione dei laboratori.

Il piano sarà elaborato dal Collegio docenti, organo tecnico della scuola, sulla base degli indirizzi che voi dirigenti fornirete. È un cambiamento che riconosce la realtà di quanto è finora accaduto: il dirigente ha la responsabilità di analizzare il contesto, le risorse, la praticabilità delle proposte per raggiungere i risultati, a partire dagli apprendimenti degli studenti.  È sulla base di questa analisi che devono essere definiti gli indirizzi al Collegio per l’elaborazione del Piano. Analisi che da quest’anno può servirsi dei dati raccolti nel Rapporto di Autovalutazione, che tutti voi avete costruito. E colgo l’occasione per ringraziare voi e i docenti che hanno collaborato a questo importante passaggio del nostro sistema scolastico (infatti pressoché tutte le scuole, siamo oltre il 99%, hanno elaborato il rapporto).

Il piano triennale consente di definire con chiarezza e trasparenza i fabbisogni della scuola. L’individuazione dei docenti, che partirà il prossimo anno scolastico, non potrà che essere coerente con  quanto definito nel piano. Dovranno essere questi criteri a determinare le scelte dei docenti, in relazione ai profili professionali utili per rispondere alle esigenze degli studenti di ogni scuola.

L’organico dell’autonomia è, poi, tutto funzionale alle esigenze didattiche, organizzative e di coordinamento dell’istituto. Dell’intero istituto scolastico. Una flessibilità da utilizzare per gestire l’organico in coerenza con gli obiettivi del piano triennale. Nel piano dovrete infatti rendere espliciti  i criteri per l’utilizzo del personale, per valorizzare quelle competenze professionali che vanno oltre la classificazione data dall’abilitazione nelle classi di concorso.

È in questa logica che vi è stato chiesto di indicare il fabbisogno di organico per il potenziamento, sulla base di macroaree disciplinari. Quest’anno l’assegnazione sarà vincolata dall’incrocio tra le vostre richieste e le disponibilità di personale assunto nella fase C  nelle vostre province. Considerate, però, che la vostra richiesta sarà determinante per la definizione del fabbisogno e quindi dei posti da mettere a concorso a dicembre. Pur con inevitabili aggiustamenti, che dobbiamo aspettarci per i prossimi due anni, l’organico assegnato sarà stabile per il triennio e questa è un’altra garanzia per una efficace progettazione delle attività didattiche.

https://cambiamentidavidefaraone.wordpress.com/2015/09/24/4-cari-dirigenti-scolastici-labuonascuola-e-gia-in-atto/