Sulle politiche scolastiche di Renzi staremo a vedere, io personalmente credo che consideri la scuola solo uno strumento di propaganda politica; ma voglio giudicarlo sui fatti, e fino ad ora questi fatti non ci sono ancora stati, una scadenza c’è già ed è per l’edilizia ma aspetto di vedere l’apertura dei cantieri, intanto tiri fuori l’amianto dalle oltre 2000 scuole italiane, come gli abbiamo ricordato qualche giorno fa!

Un’altra prova del nove sarà Il documento sul contratto nazionale di lavoro del personale della scuola, che il governo renderà pubblico, guarda caso, tra un mese, a scuole chiuse, in piena estate, quando gli insegnanti sono al mare. Ma questo è un malcostume consolidato, largamente praticato da decenni dai governi. Come sapete gli ottanta euro non hanno coinvolto tutto il personale della scuola, e tra i docenti una minoranza, ma chi è stato coinvolto potrebbe restituire quanto percepito a partire da maggio, se il suo reddito è incrementato con le attività aggiuntive; del resto che dire, della ministra montiana, dichiarazioni a go go sia prima che dopo le europee, queste esternazioni le abbiamo sentite o lette tutti, ma le sue azioni governative sono state inconsistenti nell’ottica di un continuismo con le politiche ministeriali degli anni scorsi. La formazione che insieme alla ricerca e allo sviluppo del lavoro dovrebbero essere elementi essenziali per un paese proiettato verso la crescita in Italia è ancora un discorso inserito in dichiarazioni di intenti e non una realtà fattuale, visto che siamo ancora in recessione e crocifissi di tasse e balzelli. Ma per carità mi fermo qui, non voglio spingermi in critica politica, mi basta quella scolastica e qualche volta quella sindacale, come ho fatto nel mio intervento dell’11.6 sull’ultimo accordo baratto per il recupero dello scatto 2012, non il primo del genere e neppure l’ultimo. Ad agosto ne avremo un altro, questa volta per i docenti neo immessi in ruolo, previsto addirittura da una legge del Governo Letta, il famoso decreto Carrozza ( art. 15 comma 1), vanto di quel governo delle chiacchiere e delle tasse; i precari che entreranno in ruolo percepiranno per un numero ancora non definito di anni uno stipendio da precari, aspettando per un tempo altrettanto indefinito la ricostruzione di carriera e come abbiamo detto le immissioni non saranno neppure su tutti i posti vacanti e disponibili dopo la mobilità, in quel decreto non è previsto; un bel bidone per chi ha alle spalle anni e anni di precariato e finalmente quest’anno entrerà di ruolo. I sindacati? Naturalmente, pronti a firmare e addirittura a prendersene il merito, come hanno fatto ieri per lo scatto 2012 finanziato con il MOF, cioè con soldi contrattuali già degli insegnanti! Insomma non abbiamo più contratti nel rispetto dei diritti, ma abbiamo un baratto di diritti, a questo sono ridotti i contratti nel mondo della scuola ormaii!