Il prossimo anno scolastico si aprirà con 8.094 presidi, circa 2.100 in meno rispetto al 2011/12, quando erano 10.211: il dato ufficiale è contenuto nel decreto del Miur contenente il contingente dei dirigenti scolastici assegnati ad altrettante scuole autonome dal prossimo 1 settembre. E continua a calare anche il personale Ata…

Il sensibile decremento di istituzioni scolastiche si deve alla lunga serie di cancellazioni e accorpamenti introdotti nell’ultimo triennio, ma soprattutto alla legge Tremonti-Gelmini 111/2011 che ha introdotto parametri minimi di iscritti spiccatamente più elevati rispetto al passato. Con il risultato di produrre una lunga serie di sparizioni e fusioni di istituti, che hanno ridotto drasticamente la qualità dell’offerta formativa italiana.

Per l’autonomia servono mille alunni.
Un processo non esente da critiche, anche da parte della corte costituzionale – come ricorda l’Anief – che ha definito illegittimo con una sua sentenza l’articolo della legge che ha fissato inmille alunni (ridotti a 500 nelle piccole isole, nei comuni montani e nelle zone delle minoranze linguistiche) la quota minima per l’autonomia scolastica. Ma, nonostante la sentenza, il processo di accorpamento non solo non si è arrestato, ma non sono state nemmeno ripristinate le sedi scolastiche autonome illegittimamente tagliate o accorpate.
Solo nel 2012 sono state così cancellate 1.567 sedi amministrative (scuole autonome) di circoli didattici, istituti comprensivi e medie.

«La Consulta – commenta Marcello Pacifico, presidente dell’Anief – oltre a ripristinare il principio di leale collaborazione tra stato e regioni, aveva inviato un chiaro segnale al governo e all’amministrazione scolastica: bisognava ritenere illegittima la norma della legge 111 del 2011 che fissava l’obbligo di accorpamento in istituti comprensivi di scuole d’infanzia, primarie e medie con meno di mille alunni».

Saltati 200 mila posti di lavoro.
Non aver adottato questi parametri ha prodotto, negli ultimi sei anni, non solo la sparizione di migliaia di scuole, ma anche di circa 200 mila tagli di posti, tra docenti e personale Ata.
A proposito del personale non docente, l’Anief ha calcolato che solo nell’ultimo triennio sono stati cancellati 44.500 Ata, cui vanno aggiunti 2.395 direttori dei servizi generali e amministrativi: in tutto 47 mila posti in meno, che corrispondono ad un quinto del totale degli Ata.

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