Scuola, supplenti da mesi senza stipendio

La denuncia dell’Anief: “Migliaia di docenti e Ata precari che fanno sostituzioni brevi e non ricevono la retribuzione. Alcuni aspettano da febbraio”. Il ministero rassicura sui pagamenti…(da LaRepubblica)

Supplenti “brevi” senza retribuzione da febbraio, costretti a pagarsi di tasca propria trasferte e pernottamenti. A denunciarlo è l’Anief che parla di “migliaia di insegnanti e Ata precari lasciati senza stipendio da mesi”. “C’è anche chi aspetta da febbraio – spiega il presidente dell’Associazione nazionale insegnanti e formatori, Marcello Pacifico – Si tratta dei supplenti ‘brevi’, quelli che sostituiscono il personale di ruolo anche per alcuni giorni e che spesso devono caricarsi di spese per viaggi, trasferte e pernotti”. “E’ inaccettabile – aggiunge Pacifico – non bastava percepire le buste paga più leggere d’Europa”. Una settimana fa, un gruppo che si denomina “Supplenti della scuola per la qualità e dignità del lavoro” ha scritto al ministero per denunciare il ritardo nel pagamento delle retribuzioni di febbraio, marzo, aprile e maggio.

In un momento come quello che stiamo attraversando, chi lavora aspetta la anelata retribuzione a fine mese. Specialmente se si è prestato servizio alle dipendenze dello Stato. Ma nella scuola italiana il livello di precariato ha tanti colori: quello dei supplenti brevi è sicuramente il più scuro. E la definizione non deve trarre in inganno, perché in questa “categoria” rientrano anche coloro che sostituiscono per mesi e mesi le insegnanti in interdizione e astensione obbligatoria per maternità. Il numero dei lavoratori in sofferenza che non ricevono il dovuto a fine mese non si conosce con precisione.

“È paradossale – continua il presidente dell’Anief – che il disguido si manifesti proprio ora che le procedure dei pagamenti non sono più legate alla mancanza dei fondi di ogni singola scuola, ma sono diventate di competenza dell’amministrazione economica centrale. E interamente on line, con il Mef che “carica” gli stipendi sul “Sicoge”, il Sistema informatico di contabilità e gestione economica”. “Purtroppo – spiegano dalla Flc Cgil – come abbiamo rimarcato più volte, il ministero non riesce a dare una regolarità al pagamento dei supplenti a causa del fumoso sistema di controlli incrociati col ministero dell’Economia, che penalizzano il personale della scuola, sottoposto troppo spesso alla mancata corresponsione della propria retribuzione fondamentale”.

Ma qualcosa si muove. Una nota del ministero dell’Economia dell’altro ieri assicura che “per consentire il pagamento delle retribuzioni arretrate al personale supplente breve e saltuario della scuola e al personale volontario dei vigili del fuoco, come per le precedenti mensilità, anche per quella di giugno questa Direzione ha programmato un’emissione speciale per la giornata di lunedì 16 p. v.”. Ma a percepire gli arretrati saranno coloro che si ritroveranno negli “elenchi che entro le ore 17.00 del suddetto giorno avranno completato l’iter autorizzativo”. E non è detto che la totalità degli insegnanti e Ata (amministrativi, tecnici e ausiliari) che aspettano lo stipendio riusciranno ad averlo.

“Non è tollerabile – conclude Pacifico – che la burocrazia prevalga sui lavoratori, i quali hanno tutti, di ruolo e precari, gli stessi diritti. Anche perché, è bene ricordarlo, già percepiscono uno stipendio tra i più bassi dell’area europea, in media tra i 1.200 e i 1.300 euro: un docente di ruolo laureato della scuola superiore italiana dopo 15 anni di servizio percepisce meno di 27mila euro lordi, mentre un collega tedesco con la stessa anzianità professionale ha una busta paga di quasi 70mila euro. Ora, alla modesta portata dello stipendio si aggiunge la beffa del suo pagamento ritardato sine die. E questo non possiamo accettarlo”.

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